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DOPO 7 MESI DALL'APPROVAZIONE La riforma sanitaria è stata varata 7 mesi
fa' tra manifestazioni di entusiasmo e critiche severe ed al Ministero si stanno
facendo grandi sforzi perché diventi operativa al più presto.
Per quanto riguarda il problema dei medici,
principali attori della Sanità, si procede però a salti e balzelli e non è stato
ancora risolto il problema della
organizzazione della attività libero
professionale intramoenia dei dirigenti del Ssn. La sua applicazione è legata alla stesura
dell'atto di indirizzo ( già avvenuta)che dovrà rapidamente essere sottoposto
alla Conferenza Stato Regioni. Se il piano regionale in merito alla libera
professione non sarà steso entro la 1° metà di febbraio, l'imminente
scioglimento della giunta e le elezioni regionali bloccheranno tutto l'apparato
ed anche i tempi per l'espressione dell'opzione fissati al 12/3/2000 saranno
messi in discussione. Le trattative per il contratto, dopo le
recenti dichiarazioni del ministro Bindi sulla disponibilità del governo di
garantire circa £1.000.000 al mese
come premio di esclusività fino al 2001,
dovrebbero ripartire nei primi giorni di febbraio . Si legge sulle pagine dei quotidiani che" i
medici stanno alla finestra con animo non esattamente sereno sperando di
conquistare contratti e convenzioni appetitose in base alle quali scegliere se
svolgere la libera professione dentro o fuori le mura del Ssn" . Purtroppo il vero problema non è tanto
quello delle retribuzioni bensì i danni che la riforma ha operato, stravolgendo
con un colpo di mano il significato del ruolo medico.
Il sanitario dipendente ospedaliero ha perso
tutti i diritti acquisiti, con la dirigenza unica sono sparite le figure dei
dirigenti di 1° e 2° livello e la qualifica attuale è una sola , ma livellata
verso il basso. Le nuove figure
di dirigente di struttura complessa e struttura semplice (ex ruoli di primario
ed aiuto) ,sono funzioni non più garantite da un concorso di ruolo e/o da un
incarico a tempo indeterminato e legate ad un parametro fisso, ma assegnate pro
tempore e nel caso di dirigente di struttura semplice solo per "volontà" dei
direttori generali , sottoposte a verifica e passibili di revoca. Le piante organiche intese come
determinazione di posti di ruolo, a cui è legata la retribuzione per parametri ,
sono scomparse. Sono soppressi i rapporti di lavoro a tempo
definito, che invece vengono promossi in altri settori. Il dirigente in relazione all' attività
svolta è responsabile del risultato, anche se richiedente un impegno orario
superiore a quello contrattualmente definito, senza alcun freno alle richieste
di produttività. La opzione per l'esclusività è irreversibile
e tutti i sanitari con contratto di lavoro stipulato dopo il 31/12/98 sono
assoggettati automaticamente al rapporto esclusivo. Nel comparto sanitario solo i medici possono
essere licenziati e l'istituto della mobilità ci rende sempre più vulnerabili. Siamo dirigenti a metà, carichi di oneri e
responsabilità (che fanno parte della nostra etica professionale e che ci siamo
sempre attribuiti spontaneamente prima della riforma ter),ma privi di tutti i
diritti e dei compensi adeguati alla figura dirigenziale. Oggi più di qualche mese fa' suscita
profondo sconcerto la considerazione di come questi avvenimenti non siano
riusciti a risvegliare le coscienze di tutti i medici ed a sodalizzare la loro
ribellione . Il paradosso più grave ,considerata la
nostra situazione attuale, è quello di
assistere a campagne pubblicitarie che
strombazzano cifre astronomiche per i medici ,quando siamo tristemente
consapevoli che dovrebbero essere ben altri i compensi che ci potrebbero solo in
parte ripagare della perdita della nostra immagine, non più liberi
professionisti , ma oscuri impiegati statali. Mi,
28/01/2000 Elisabetta Tisi |
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