|
|
|
Riforma
sanitaria …poi il contratto…poi le linee guida….poi
A riforma
sanitaria approvata albeggiano solo due eventi importanti: il contratto di
lavoro dei medici del SSN e la destituzione del Sig. Ministro della sanità. Il primo commento possibile per
noi che abbiamo contestato tale disegno politico è che se tale Ministro ha
demeritato per ciò che ha fatto, tanto da essere sostituto, allora la stessa
riforma va abrogata in quanto non gradita. In realtà sappiamo già che ciò non
avverrà, in quanto il potere usa gli uomini per i suoi fini, poi li sacrifica
nella ricerca del consenso elettorale quando necessita, ma si arrocca sempre
nella difesa degli interessi economici che sono alla base della impostazione
legislativa di cui si fa promotore. A riforma fatta si può quindi anche
destituire il ministro ma non verrà "sostanzialmente" modificata la legislazione
che trae la sua "vera" ispirazione politica non dalla perennemente ventilata
tutela del cittadino ma dalla necessità di una determinata gestione economica
del bilancio della sanità ( fondi integrativi ). Siamo in un momento in cui il
ruolo dell'economia è superiore alla forza delle idee, all'etica, alla dignità
dell'uomo. Il richiamo continuo delle autorità religiose a riscoprire i valori
veri dell'uomo e non abbandonarsi al solo profitto sono sintomatici di quale sia
il problema maggiore della parte ricca del mondo. Il proliferare delle
associazioni ambientaliste a difesa della terra, sacrificata alle logiche
economiche, rappresenta un secondo elemento da valutare come presa di coscienza
di un suicidio umano nella ricerca del guadagno ad ogni costo. In questo quadro
si ha l'impressione che la ricerca del risparmio nella spesa sanitaria, che è
certamente importante, sia in realtà un motore di promozione di scelte verso
logiche di maggior lucro per chi trarrà profitti dalla gestione della sanità e
non certamente una gestione economica a favore del cittadino. Il risparmio è'
certamente difficile da realizzare quando chi paga non è direttamente l'utente,
certamente il più attento ai propri consumi, ma un terzo, quale lo stato o una
assicurazione privata. In questo caso o ci si fida delle scelte del
professionista erogatore di cure e di spese, delegato per formazione , fiducia
ed etica alla difesa della salute del cittadino oppure si crea un costoso ed
elaborato sistema di controlli a struttura centralizzata che opera presupponendo
sfiducia se non dolo da parte dell'operatore sanitario e del cittadino stesso
nell'utilizzo del SSN. Il primo metodo prevede un sistema educativo del
cittadino e la promozione di una grande credibilità nel medico professionista.
Purtroppo da anni si è votata politicamente la sfiducia della categoria medica,
la si è spezzata nella sua coesione creando divisone tra medici di famiglia ed
ospedalieri, si è creata una pletora professionale che snatura il rapporto di
colleganza, il tutto impedisce la difesa di una categoria che non ha quasi più
nulla di uniforme. E' più conveniente, politicamente, nella difesa degli
interessi economici forti, la gestione della sanità con l'utilizzo delle
"conoscenze mediche dei medici" in un sistema di erogazione di cure in cui i
medici siano solo effettori in cui norme e regole sostituiscano in gran parte
la valutazione dei singoli professionisti. Ciò permette la gestione
centralizzata e finalizzata del valore economico della spesa sanitaria, la
spartizione pro quota del giro economico su base politica. L'attuale riforma ha
sancito tale stato di cose e troverà prima applicazione nel contratto di lavoro
che è la base per il nuovo ruolo disegnato per i medici del lavoro a cottimo in
sclusiva. Tale assetto organizzativo necessita dell'introduzione del concetto
operativo di "Governo Clinico" di cui possiamo apprezzare il fine nell'esempio
esplicativo del "Collegio di Direzione Aziendale" degli ospedali, organo a
cui viene deputata la realizzazione di atti di indirizzo, monitoraggio, e
regolazione delle funzioni assistenziali. I presupposti teorici sono
quelli di favorire la "qualità del lavoro" attraverso un corretto utilizzo delle
risorse umane polispecialistiche e dei collegamenti funzionali di coordinamento.
Il dogma di riferimento presuppone l'introduzione di forme di controllo e
monitoraggio delle proprie prestazioni "secondo principi di valutazione
condivisi". La "qualità" è la parola d'ordine ricorrente, salutare e magica sia
per il professionista sia per il paziente che per la gestione aziendale. La
chiave che permetterebbe di arrivare a tali obbiettivi di efficacia ed
appropriatezza è l'uso della " medicina basata sulle prove di efficacia" (
evidence based medicine ). Uno dei mezzi per tali obbiettivi è la strutturazione
e l'applicazione di " linee guida nazionali " a cui seguano "percorsi
diagnostici terapeutici" che ne rappresentino l'applicazione locale. Tutto apparentemente logico,
bello, futuribile; ma ci inclina alla diffidenza il fatto che è tutto così
consono ad un sistema accentratore, delegittimante della valenza e
dell'autonomia del professionista medico. Non si vuole certo proporre la sola
assoluta " autoreferenzialità" del medico, che si troverebbe all'opposto di
tale disegno politico. Certamente però dietro le lunghe e prolisse spiegazioni
che percorrono tutti i giornali della categoria medica, della necessità della
E.B.M. e delle linee guida, non sfugge che tale politica calza a pennello con
l'attuale riforma sanitaria centralista e dirigista. Questi sono strumenti che
se non correttamente utilizzati sono solo forieri di ulteriore costrizioni in
cui ci si obbliga ad aderire ad indirizzi di "politica" in cui l'aggettivazione
sanitaria è priva di valenza etica ma piena di contenuti economici e di
dirigismo. Lungi dal disapprovare il valore della E.B.M. e l'utilità delle linee
guida e dei percorsi diagnostici terapeutici; tuttavia la nostra preoccupazione
è che tali strumenti di lavoro per il medico, in questo prossimo contesto,
vengano distorti per esser utilizzati prevalentemente contro il medico, privato
di iniziativa personale, e giustamente timoroso di ripercussioni amministrative
e legali. Marcello Costa Angeli |
|
|