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CGIL MEDICI WEB DEL 23.03.2004

 

Il partito dei medici…

 

Nasce un nuovo partito, se ne sentiva il bisogno!

Nasce a Milano su diretta ispirazione dello SNAMI che, fulgido esempio di trasparente gestione dell’Ordine de Medici - sua diretta emanazione - nonché privilegiato serbatoio di consulenti e suggeritori delle grandi politiche sanitarie lombarde, ha deciso di "prendere in mano la cosa pubblica" (Corriere della Sera del 17/03/2004, illuminate parole del dott. Costa Angeli), a cominciare dalla Provincia, ma senza escludere la possibilità di tentare con la Regione. Apprendiamo inoltre che questi medici assertori di "una sanità diversa, vicina ai cittadini" non faranno campagna elettorale, limitandosi a " parlare con i pazienti e i loro parenti". Sembrerebbe che l’attuale presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, nonché presidente dello SNAMI sarà il capolista e, dunque, il candidato presidente alla Provincia.

L’Italia è un paese vivace e strano dove tutto è possibile, anche essere alfieri della libera professione extra-moenia, ma incassarsi i soldi per l’esclusività; sfilare con la fascia a lutto contro la "bulgara" Bindi e mantenere lunghe le liste d’attesa; predicare una diversa sanità e collaborare con Formigoni e suoi Direttori Generali… Proprio un bel programma elettorale!

Risulta fin troppo facile rimarcare che i personaggi che si apprestano ad essere votati per la Provincia e domani, forse, per la Regione sono gli stessi che stanno anche oggi dando grande dimostrazione di competenza e legalità nell’Ordine dei Medici o nelle politiche sanitarie lombarde che, com’è noto, stanno incontrando alto gradimento tra i medici della dipendenza pubblica e i medici di medicina generale e, soprattutto, tra i pazienti!

Costoro sono gli stessi che non mancano di sottolineare a più riprese la sacralità della professione medica esaltando il corporativismo della categoria al solo fine di mantenere anacronistiche posizioni di privilegio in mano a pochi.

In quanto alla tutela dei pazienti, senza ricorrere al dimenticato Ippocrate, farebbero bene a leggersi il codice deontologico all’art. 6 dove si recita " … in nessun caso il medico deve abusare del suo status professionale. Il medico che riveste cariche pubbliche non può avvalersene a scopo di vantaggio professionale". Ma si sa che i codici deontologici sono poco conosciuti e, comunque, utili carteggi per belle figure a serate di discussione al Rotary Club.

Fortunatamente il tempo in cui il medico, indiscusso assertore di verità, sovrastava incondizionatamente il paziente sta, giustamente, mutando: dall’asservimento incondizionato del malato nei confronti del luminare si sta faticosamente, ma progressivamente passando al rapporto di reale collaborazione basata sulla fiducia e reciproca consapevolezza dei ruoli.

Chi vota, anche se paziente, vuole un medico competente e professionalmente aggiornato e, di fronte alla "nuova" lista di "medici votati alla politica", saprà capire di chi è il caso di fidarsi.

CGIL Medici Milano, 23 marzo 2004

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