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“RISULTATI OTTENUTI IN 183 PAZIENTI SOTTOPOSTI A SIMPATICOTOMIA TORACICA ENDOSCOPICA CON METODICA “CLAMPING” PER IL TRATTAMENTO DELL’IPERIDROSI PRIMARIA” Dott. Marcello Costa Angeli; Dott.sa Jennifer Sciuchetti ( lavoro presentato al Congresso A.C.O.I. - Roma 2005)
Materiali e Metodi Presso la Divisione di Chirurgia Toracica dell’Ospedale San Gerardo di Monza abbiamo analizzato e confrontato 183 pazienti che nel periodo compreso tra il Settembre del 2002 e l’Agosto del 2004 sono stati sottoposti a Simpaticotomia Toracica Endoscopica (SET) con blocco della catena simpatica mediante la tecnica del Clamping per il trattamento dell’Iperidrosi Palmare, Ascellare, Faciale e Diffusa. Il gruppo era composto rispettivamente da 71 femmine (38,8%) e 112 maschi (61,2%) con una età media di 29 anni (con un range compreso tra 17 e 56 anni). Tutti i nostri pazienti hanno richiesto il trattamento chirurgico a causa di una eccessiva sudorazione, invalidante la vita professionale e di relazione dei soggetti medesimi. La quasi totalità degli stessi aveva precedentemente provato terapie mediche alternative, senza però riuscire ad ottenere risultati che fossero permanenti e soddisfacenti; queste consistevano in ripetute iniezioni di tossina botulinica nel sottocute, farmaci anticolinergici, tranquillanti e sedute di ionoforesi. 18 pazienti (9,83%) avevano una localizzazione iperidrotica primitiva a livello palmare, 15 pazienti (8,20%) ascellare, 117 pazienti (63,93%) palmo-ascellare, 7 pazienti (3,82%) cervico-faciale e 26 pazienti (14,20%) diffusa (Tabella no.1). In 25 soggetti (13,66%) era presente una concomitante eritrofobia sociale, altrettanto invalidante la vita di relazione. Nella maggior parte degli individui appartenenti al nostro guppo di studio (161; 87%) la comparsa della patologia iperidrotica risaliva alla primissima infanzia; in “soli” 8 pazienti (4,37%) alla adolescenza ed in 14 pazienti (7,65%) l’iperidrosi si è manifestata soltanto negli ultimi anni e senza alcun peculiare riferimento causale. Tabella 1. Localizzazione primitiva dell’iperidrosi
La valutazione pre-operatoria consisteva nell’esecuzione di una radiografia del torace eseguita in due proiezioni, anamnesi, un elettrocardiogramma, un emocromo, una analisi biochimica completa, PT e PTT. L’esame radiografico del torace veniva eseguito sia nel periodo pre- che nel periodo post-operatorio; nel primo caso per escludere una eventuale problematica di sinechie pleuriche, nel secondo caso per identificare e valutare la residua minima falda di pneumotorace. Durante l’intervento chirurgico i pazienti erano costantemente sottoposti a monitoraggio della pressione arteriosa, dell’ossimetria pulsatile, della curva di concentrazione di CO2 e dell’elettrocardiogramma. Il tempo medio trascorso dal paziente in sala operatoria è stato di all’incirca 40 minuti. La durata media dell’atto chirurgico è stata di 15 minuti. Il periodo medio di ospedalizzazione è stato di un giorno (in un range compreso tra 1 e 23 giorni); il 96,72% dei soggetti (177/183) è stato dimesso dal reparto il giorno successivo all’intervento chirurgico. Durante il periodo trascorso in ospedale tutti i pazienti sono stati visitati ed interrogati sui risultati ottenuti . Sia nel periodo pre- che in quello post-operatorio abbiamo preso nota delle modificazioni della condizione sudorativa del paziente, la quale è stata valutata utilizzando una Scala Analogica Visuale (VAS = Visual Analogue Scale) da 1 (= no sudorazione) a 10 (= la peggiore sudorazione possibile) (1). L’efficacia terapeutica della simpaticotomia mediante clamping ed il potenziale fenomeno di sudorazione compensatoria successivo al trattamento chirurgico sono stati definiti mediante la stima della percentuale di soggetti che hanno ottenuto una riduzione VAS-valutata della patologia iperidrotica. Abbiamo anche ottenuto una accurata valutazione della percentuale di soddisfazione riferita dai pazienti appartenenti al nostro gruppo di studio. Nel follow – up i pazienti sono stati contattati telefonicamente , a 7 giorni , 1 , 3 e 12 mesi per valutare i risultati chirurgici , il grado di sudorazione compensatoria , se presente e le eventuali complicanze. Un controllo clinico post-chirurgico è stato eseguito solo nel caso in cui il paziente riportava segni fisici oggettivi , così come nella Sindrome di Bernard Horner . Tecnica Chirurgica :Gli interventi sono stati eseguiti utilizzando la Simpaticotomia Toracica Endoscopica con “Clamping” attraverso due accessi cutanei con trochars di 10.5 mm, inseriti a livello del quarto spazio intercostale. La Neurocompressione o “Clamping” è caratterizzata dall’interruzione del segnale nervoso tramite l’applicazione di una o più graffette (“clips”) di titanio lungo il decorso della catena simpatica. In questo modo siamo in grado di operare il blocco della trasmissione degli impulsi nervosi autonomici, senza però alterare in maniera definitiva la struttura anatomica del tronco simpatico toracico (2). Nel trattamento dell’iperidrosi palmo-plantare abbiamo applicato 2 graffette metalliche a livello dei rami T2/3 e T3/4. Così facendo, sotto guida endoscopica eseguiamo una esclusione funzionale del terzo ganglio simpatico toracico. Nell’iperidrosi ascellare isolata si opera l’isolamento del solo quarto ganglio toracico (T4). Nell’iperidrosi faciale isoliamo completamente il terzo ganglio toracico e solo parzialmente il secondo, tramite l’uso di 3 clips. Nel 12,56% dei soggetti (23/183) è stata eseguita una simpaticotomia del tronco intergangliare T2/3 con metodica neurocompressiva; nel 58,46% dei soggetti (107/183) è stata effettuata una esclusione gangliare completa di T3, nel 21,31% dei soggetti (39/183) una completa esclusione gangliare di T4, nell’1,63% dei soggetti (3/183) una completa esclusione gangliare di T3 in associazione al blocco del tronco intergangliare simpatico di T2/T3, nel 2,73% dei soggetti (5/183) la completa esclusione di T3, T4 e T5 (Tabella no.2). Tabella no.2 Trattamento chirurgico dell’iperidrosi
A discrezione dell’operatore l’utilizzo di un numero maggiore di graffette. Al termine della procedura si opera la rimozione dei trochars e l’inserimento di un drenaggio pleurico (pleurocath 16-Ch), che verrà rimosso dopo qualche ora previo radiogramma toracico ad esclusione di uno pneumotorace iatrogeno. Gli strati muscolari vengono suturati con fili riassorbibili (Vycril), mentre la breccia cutanea viene contemporaneamente chiusa e protetta con della colla adesiva (Indermil; Tyco Healthcare U.K.). Solo alla fine viene valutata l’area cutanea trattata, che appare calda e secca per l’avvenuta vasodilatazione. La valutazione dell’efficacia terapeutica della simpaticotomia viene definita attraverso la percentuale dei pazienti che hanno ottenuto una riduzione VAS-valutata del fenomeno sudorativo. Durante il periodo di degenza ognuno dei nostri pazienti viene esaminato ed interrogato circa i risultati ottenuti, con un’attenta analisi sia dal punto di vista oggettivo che soggettivo. Successivamente, nel follow-up a 7 giorni, 1, 3 e 12 mesi, i pazienti vengono contattati telefonicamente per ottenere informazioni riguardanti l’esito chirurgico, il grado di una eventuale sudorazione compensatoria, le complicanze e soprattutto il grado di soddisfazione dei pazienti medesimi. Risultati : Non abbiamo avuto decessi intra o post-operatori e non si é mai presentata la necessità di una conversione toracotomica. Un paziente soltanto ha manifestato complicanze importanti (Sindrome di Bernard Horner) tanto da richiedere un reintervento. 177 pazienti (96,72%) non hanno manifestato complicanze o effetti collaterali nel post-operatorio e sono stati dimessi il giorno immediatamente successivo all’intervento chirurgico; 6 soggetti (3,28%) sono stati dimessi dopo un numero di giorni variabile tra 3 e 23, ed un paziente soltanto è stato dimesso dopo 23 giorni a causa di una persistente perdita aerea dal cavo pleurico. In 3 soggetti (1,63%) abbiamo osservato la presenza di importanti aderenze pleuriche che hanno necessitato l’utilizzo di scissori con elettrobisturi. Nessuna delle nostre procedure chirurgiche è fallita. In un paziente si è potuta osservare una risposta anomala ai farmaci anestetici, caratterizzata da una forte agitazione associata a memoria intra-operatoria; in questo caso abbiamo usato una dose di 6 mg di midazolam. 13 pazienti (7,10%) hanno sviluppato complicanze (Tabella no.3). Tabella no.3 Complicanze dopo trattamento chirurgico
Nell’immediato post-operatorio, 5 pazienti (2,73%) hanno sviluppato uno pneumotorace tale da richiedere una maggiore permanenza del drenaggio pleurico con concomitante terapia posturale associata a sessioni di cPAP con scafandro (ventilazione a pressione positiva continua), atti a favorire la riespansione del parenchima polmonare. Questi pazienti hanno avuto una degenza media più elevata , pari a 8,4 giorni ( range da 3 a 23 ) . In 1 paziente ( 0,54 % ) abbiamo potuto osservare la comparsa di sanguinamento endopleurico nell’ immediato post – operatorio , con conseguente importante emotorace omolaterale . Tale complicanza ha necessitato del solo trattamento conservativo con utilizzo protratto di CPAP in scafandro , terapia marziale per via endovenosa e successivamente è stata praticata una aspirazione prolungata del drenaggio toracico con concomitante terapia posturale per facilitare la rimozione della raccolta ematica dal cavo pleurico . Per l’ 1,80 % dei soggetti ( 2/183 ) si segnala comparsa di iperpiressia in relazione ad una infezione del cavo pleurico , trattata con terapia antibiotica . Nei mesi successivi all’ intervento , 3 pazienti ( 1,63 % ) hanno lamentato una causalgia di severa entità caratterizzata da dolori accessionali prevalentemente notturni e senso di tensione all’ arto superiore , riconducibile ad una sindrome algica neurologica . Inoltre , con frequenza variabile , hanno descritto fenomeni di impotenza funzionale e parestesie al metamero corrispondente . Nel trattamento del dolore neuropatico , della durata di circa 6 mesi , si è provveduto alla somministrazione continuativa di farmaci antinfiammatori non steroidei ( FANS ) con contemporanea assunzione di Neurontin ( Gabapentin , antiepilettico autorizzato nelle sindrome dolorose regionali ) . La Sindrome di Bernard Horner , complicanza poco frequente ma più temuta , è occorsa nell’ immediato post – operatorio in uno soltanto dei pazienti ( 0,54 % ) appartenenti al nostro gruppo di studio , si é evidenziata una leggera ptosi palpebrale accompagnata da una asimetria pupillare . La paziente in questione , affetta da Iperidrosi Diffusa , era appena stata sottoposta ad una simpaticofrassi neurocompressiva in VTS con esclusione gangliare di T2 caudale/T3/T4 . Si è deciso di intervenire tempestivamente , riportando la paziente in sala operatoria per la rimozione delle endoclips a livello della regione caudale di T2. Al risveglio si sono osservati una quasi totale simmetria delle palpebre e normalità dei diametri pupillari ; inalterata l’ efficacia terapeutica dell’ operazione nei confronti della sudorazione eccessiva palmo – ascellare . La modesta ptosi palpebrale omolaterale è riconducibile al residuo stupor delle fibre nervose simpatiche compresse . Questa complicanza non può ancora essere definita come transitoria o permanente in quanto è in evoluzione e sembra destinata verso una progressiva scomparsa . In tutti i pazienti si è ottenuta una rapida guarigione della ferita cutanea con conseguenti eccellenti risultati estetici ; in un 1 paziente soltanto si è formato un leggero ematoma in sede ascellare , andato poi incontro a rapido riassorbimento nei primissimi giorni dopo l’ intervento . Al momento del follow – up , nell’ 88 % dei pazienti ( 161/183 ) si è potuta osservare una completa risoluzione della manifestazione iperidrotica . Nel restante 12 % ( 22/183 ) i risultati chirurgici , sebbene parziali ( VAS range da 1/10 a 5/10 ) , sono stati definiti come soddisfacenti da parte dei pazienti stessi , che hanno comunque riscontrato un sollievo accettabile dalla sudorazione eccessiva ( Tabella no. 4 ) . E’ importante notare che nessuno dei nostri pazienti ha lamentato , a lungo termine , modificazioni dei risultati ottenuti con il trattamento chirurgico . Diversamente da alcuni Autori [ Dumont P. ; Hamm A. , Skrobala D. , Robin P. , Toumieux B. ; 1997 ] , [ Yun Lee D. , Han Yoon Y. , Kyun Shin H. , Kyoon Kim H. , Joo Hong Y. ; 2000 ] e [ Duarte Joao B. V. , Kux P. ; 1998 ] che registrano nelle proprie casistiche dei risultati più che soddisfacenti nella risoluzione dell’ Iperidrosi Plantare ( rispettivamente il 30 % , il 54,3 % ed il 56 % circa ), nella nostra esperienza non si é evidenziato alcun effetto positivo a livello di questa regione .
Sebbene Dumont ( 1997 ) , Yun Lee ( 2000 ) e Duarte ( 1998 ) abbiano ottenuto inaspettatamente risultati più che incoraggianti in questa sede , teoricamente rimane valida l’ affermazione che la SET non sia una procedura efficace per la risoluzione della patologia iperidrotica a livello plantare .
Nella totalità dei soggetti
con associata manifestazione di Eritrofobia facciale emozionale e/o Fenomeno di
Raynaud si è ottenuta una completa abolizione della sintomatologia . Il
medesimo effetto positivo locale é stato descritto in letteratura da
Drott ( 1996 ) e Lars Olsson Rex ( 1998 ) . La Tabella no. 5 mostra i
risultati ottenuti in conformità con la localizzazione primitiva dell’
Iperidrosi .
Nella maggior parte degli individui che hanno sviluppato una Sudorazione Compensatoria siamo riusciti ad evidenziare dei tratti caratteristici comuni : la prevalenza del sesso maschile , una abbondante massa muscolare o adiposa ed una Iperidrosi Ascellare isolata e profusa al momento della diagnosi . Nell’ 89,74 % dei pazienti ( 35/39 ) l’ Iperidrosi Compensatoria era localizzata a livello dorsale , nel 5,12 % ( 2/39 ) a livello dell’ addome e , sempre nel 5,12 % dei pazienti nell’ interno cosce . Il 70 % di questi individui ( 27/39 ) ha lamentato un iniziale aumento della sudorazione plantare nelle prime settimane post – operatorie .
Non è stato ancora chiarito se questo sia una manifestazione realmente oggettiva . Da un attento colloquio , abbiamo osservato la tendenza di questi pazienti a trasferire la propria attenzione dalle mani verso le estremità degli arti inferiori , confrontando il beneficio ottenuto nelle prime rispetto al sudore fisiologico delle seconde , che quindi percepiscono come fastidiose . Nel 97,43 % dei casi ( 38/39 ) viene riferita una Sudorazione Compensatoria di moderata entità , assolutamente accettabile da parte del paziente . In 1 paziente abbiamo riscontrato una Iperidrosi Compensatoria fortemente invalidante ; in questo caso il paziente stesso ha riferito la necessità di cambiare il proprio vestiario più volte in una giornata . A tutt’ oggi è in trattamento farmacologico a basso dosaggio con il Ditropan ( Ossibutinina Cloridrato ) , un anticolinergico ad effetto miorilassante . In una piccola percentuale di soggetti abbiamo osservato un fenomeno particolare , la “ sudorazione fantasma “ , in cui il paziente lamenta costantemente una sudorazione più o meno abbondante a livello delle sedi trattate con effettivo beneficio .
Nella Tabella no. 8 non stati presi in considerazione 7 pazienti : 1 operato con tecnica selettiva di Wittmoser e 6 con l’ ausilio del diatermocoagulatore , in cui si è operata una transezione gangliare irreversibile . Inoltre , dalla nostra esperienza si evince che la Sudorazione Compensatoria non è correlabile né al numero di gangli sezionati né tanto meno al livello della neurocompressione , esperienza peraltro condivisa anche da altri autori . [ Drott C. , Claes G ; 1996 ]
DISCUSSIONE : L’ Iperidrosi è una condizione fisiopatologica ad eziologia sconosciuta , caratterizzata da una eccessiva
sudorazione , che comunemente interessa le regioni ascellare , palmare e
facciale con carattere invalidante la vita socio – professionale della persona
affetta . Di norma la scelta terapeutica per il controllo dell’ Iperidrosi non
è di tipo chirurgico ; consiste nell’ utilizzo continuativo di presidi medici
come gli antitraspiranti topici , i farmaci anticolinergici , la ionoforesi , l’
inoculo di tossina botulinica . Spesso questi metodi consentono di ottenere una
sufficiente risoluzione della sintomatologia ; tuttavia la loro efficacia è
generalmente transitoria e non sono del tutto privi di effetti collaterali . [
Neelan Doolabh , Shannon Horswell et all. ; 2004 ] .Infatti i farmaci
anticolinergici , di cui spesso si abusa , asciugano in maniera eccessiva le
mucose e causano improvvisi offuscamenti della vista , rendendoli assolutamente
mal tollerabili nella terapia a lungo termine e il Botox ( tossina botulinica di
tipo A ) , ritenuto efficace nel trattamento dell’ Iperidrosi Ascellare e
Palmare , richiede la ripetizione delle iniezioni ogni 3/4 mesi a seconda delle
manifestazioni iperidrotiche dei soggetti al momento della diagnosi . Per
questi ed altri motivi , la Simpatectomia Toracica ha assunto un ruolo di
fondamentale importanza nel trattamento primario dell’ Iperidrosi . [ Milanez
de Campos J. Z. , Kauffman P. , Werebe de Campos E. , Filho Andrade Oliveira L.
, Kusniek S. , Wolosker N. , Jatene Biscegli F. ; 2003 ] . La procedura
chirurgica risulta essere efficace e si basa sull’ interruzione selettiva della
trasmissione degli impulsi nervosi dai gangli simpatici localizzati nel torace
verso le ghiandole sudoripare eccrine . Il termine “ Simpatectomia “ viene
spesso usato come sinonimo di “ Simpaticotomia “ , tecnica più spesso descritta
in letteratura durante la quale il Tronco Simpatico viene interrotto ma non
resecato [ Weight C. S. , Raitt D. , Barrie W. W. ; 2000 ] . Alcuni Autori
sostengono che la Simpatectomia Toracoscopica rappresenta una procedura
cosmetica nella terapia della sudorazione eccessiva [ Peter B. Licht , MD , Ph
, and Hans K. Pilegaard , MD ; 2004 ] , nonostante i dati raccolti nelle
più importanti casistiche internazionali indichino che la maggioranza dei
pazienti é soddisfatta dopo l’ intervento chirurgico . [ Hederman W. P. ;
1993 ] , [ Lin C-C , Wu H-H ; 2004 ] , [ Georghiou G. P. , Berman M. ,
Bobovnikov V. , Vidne B. A. , Saute M. ; 2004 ] , [ Gossot D. , Toledo
L. , Fritsch S. , Celerier M ; 1997 ] . Anche nella nostra
esperienza la terapia chirurgica rappresenta un valido trattamento
dell’iperidrosi così come viene dimostrato dalla percentuale di soddisfazione
relativa all’ efficacia del trattamento chirurgico pari al 98,9
% ( 181/183 ) , dalle trascurabili complicanze ed dagli esigui
effetti collaterali . La maggioranza dei pazienti
descrive la loro vita dopo l’ intervento come “
completamente cambiata “ , molto spesso non prendendo neppure in considerazione
gli effetti collaterali molto ben conosciuti e le possibili complicanze che
possono verificarsi con il trattamento chirurgico . I nostri ed altri risultati
dimostrano ampliamente che queste complicanze hanno la caratteristica
di essere rare , transitorie ed auto – limitanti nel lungo
periodo .
Molti chirurghi hanno cercato di scoprire un metodo in grado di trattare l’ Iperidrosi senza però indurre l’ insorgenza di un riflesso sudorativo ( compensatorio ) . Evidenze cliniche hanno suggerito che la Sudorazione Compensatoria può essere abolita solo nel momento in cui il “ tono simpatico “ nei confronti del Sistema Nervoso Centrale viene preservato durante l’ esecuzione della procedura chirurgica . Il meccanismo che presiede all’ abolizione del riflesso compensatorio è tutt’ ora discusso e non privo di ipotesi contrastanti [ Lin C. C. , Wu H. H. ; 2004 ] , [ Lin C. C. , Mo L. R. , Lee L. S. , Ng S. M. , Hwang M. H. ; 1998 ] . Abbiamo riscontrato che la tecnica neurocompressiva è un metodo preciso ed efficace nel trattamento dell’ Iperidrosi e che l’ utilizzo delle clips in titanio ci permette di interrompere il passaggio dell’ impulso nervoso al livello desiderato , senza però danneggiare la copertura pleurica perineurale e soprattutto senza operare alcun tipo di interruzioni a livello dell’ elemento anatomico gangliare , preservandone , quindi , una minima funzionalità . Questa procedura , inoltre , ha meno complicazioni ed il vantaggio esclusivo di essere reversibile . In caso di necessità il tono simpatico può essere ripristinato , sebbene parzialmente , attraverso la rimozione delle graffette metalliche . Usando questa tecnica chirurgica nel trattamento dell’ Iperidrosi Facciale e Diffusa , ci siamo resi conto di riuscire ad ottenere gli stessi ottimi risultati dei chirurghi che operano l’ interruzione della Catena Simpatica tramite l’ utilizzo di un diatermocoagulatore o del laser [ Reisfeld R. , Nguyen R. , Pnini A. ; 2002 ] , [ Zacherl J. , Imhof M. , Huber E. R. , Plas E. G. , Herbst F. , Jakesz R. , Fuger R. ; 1999 ] , [ Lin T. S. , Fang H. Y. ; 1999 ] , [ Doolabh N. , Horswell S. et all. ; 2004 ] .
Per il trattamento di queste localizzazioni iperidrotiche , molti Autori definiscono il 2° Ganglio Simpatico Toracico come il “ segmento chiave “ dell’ innervazione dell’ estremo superiore toracico – cervicale . [ Drott C. , Claes G. ; 1996 ] . Gli stessi dichiarano fallite le procedure chirurgiche nelle quali non si interviene direttamente sulle fibre nervose di T2 e sulle eventuali branche accessorie extra – neurali , laterali e/o parallele ( Nervo di Kuntz ) al medesimo Tronco Simpatico . La sudorazione compensatoria rappresenta , infatti , l’ effetto collaterale più comune in corso di trattamento chirurgico dell’ Iperidrosi ; viene considerata come un fenomeno invalidante ed imbarazzante dall’ individuo stesso che la manifesta [ Shih C. J. ; 1979 ] . Tuttavia dalla nostra esperienza si evince che la Sudorazione Compensatoria non è correlabile né al numero di gangli sezionati né tanto meno al livello della neurocompressione . Noi siamo pertanto convinti che sia possibile ottenere gli stessi risultati senza intervenire direttamente sulle fibre nervose di T2 e sulle eventuali branche accessorie extra – neurali , laterali e/o parallele al Tronco Simpatico . Nella nostra esperienza chirurgica il 2° Ganglio Toracico viene riconosciuto come zona “ off – limits “ per l’ insorgenza di complicanze ( Sindrome di Bernard Horner ) ed effetti collaterali ( Sudorazione Compensatoria ) . Diversamente dall’ Iperidrosi Compensatoria , la recidiva locale è un effetto collaterale che si manifesta con molta meno frequenza . Solitamente è associata all’ utilizzo di tecniche chirurgiche che non consentono una completa denervazione dell’ attività simpatica ( nella Selective Sympathectomy di Wittmoser e nella Truncal Sympathectomy senza contemporanea interruzione delle branche nervose comunicanti e del Nervo di Kuntz ) [ Gossot D. , Toledo L. , Fritsch S. , Cèlérier M. ; 1997 ] , [ Hashmonai M. , Kopelnam D. , Klein O. , Schein M. ; 1992 ] , [ Shacor D. , Jederkin R. , Olsfanger D. , et all. ; 1994 ] . Tuttavia pur utilizzando la tecnica di “Clamping”, nella quale il tronco simpatico viene privato della sua capacità di trasmettere gli impulsi nervosi mediante la compressione con una o più graffette senza procedere alla sua sezione e con risparmio delle branche collaterali , nessuno dei nostri pazienti ( 0/183 ) ha mai lamentato problematiche di recidive locali nelle sedi trattate . CONCLUSIONI : L’ Iperidrosi è una condizione patologica cronica che colpisce circa l’ 1 % della popolazione mondiale, caratterizzata da una eccessiva sudorazione e che comunemente interessa le regioni ascellare , palmare e facciale con carattere invalidante la vita socio – professionale della persona affetta .Il trattamento sintomatico trova indicazione nei pazienti con Iperidrosi Essenziale e con Iperidrosi Secondaria , che non rispondono alla terapia causale e nei pazienti psichiatrici , nei quali l’ Iperidrosi non rappresenta soltanto una conseguenza dell’ instabilità emotiva , ma sembra esserne un fattore aggravante . Di norma la scelta terapeutica per il controllo dell’ Iperidrosi non è di tipo chirurgico ; consiste nell’ utilizzo continuativo di presidi medici come gli antitraspiranti topici , i farmaci anticolinergici , la ionoforesi , l’ inoculo di tossina botulinica . Spesso questi metodi consentono di ottenere una sufficiente risoluzione della sintomatologia ; tuttavia la loro efficacia è generalmente transitoria e non sono del tutto privi di effetti collaterali. La terapia chirurgica rappresenta un valido trattamento dell’ Iperidrosi così come viene dimostrato dalla percentuale di soddisfazione relativa all’ efficacia del trattamento chirurgico pari al 98,9 % , dalle trascurabili complicanze e dagli esigui effetti collaterali . La maggioranza dei pazienti descrive la loro vita dopo l’ intervento come “ completamente cambiata “ . I risultati da noi ottenuti ci portano a concludere che l’intervento chirurgico di neurocompressione è il trattamento elettivo. Non abbiamo avuto casi di mortalità intra – e post - operatoria e non è mai stata necessaria la conversione chirurgica a “ cielo aperto “ . La maggioranza dei soggetti ha potuto ricominciare l’ attività professionale entro una settimana dall’ operazione e l’ attività sportiva dopo una settimana . Nessuno dei nostri pazienti ha mai lamentato recidive locali nelle sedi trattate . L’ intervento è sconsigliato a coloro che hanno un rischio anestesiologico elevato , problematiche cardiovascolari , pleuro - polmonari ed una Iperidrosi secondaria ad altre patologie . L’ approccio chirurgico è inoltre non raccomandato a tutti quegli individui che non siano realmente motivati dal punto di vista psicologico all’ intervento o che non si sentano particolarmente invalidati nei loro rapporti interpersonali dall’ eccessiva sudorazione . 1. Lars Olsson Rex , Christer Drott , Goran Claes , Gunnar Gothberg and Peter Dalman ; “ The Boras Experience of Endoscopic Thoracic Sympathicotomy for Palmar , Axillary , Facial Hyperhidrosis and Facial Blushing “ ; European Journal of Surgery 1998 , Suppl. 580 : 23-26 2. Lin C. C. , Wu H. H. ; „ Experience of T4-sympathetic block by clamping (ESB4) in treatment of hyperhidrosis palmaris et axillaris “ ; Department of Surgery , Tainan Municipal Hospital , Tainan , Taiwan ; 2004
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