07.05.2002

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intesa medica
Fax a Sirchia
12.02.2002

 

Il finanziamento della spesa sanitaria e le dinamiche epidemiologiche e professionali. Qualche cosa deve cambiare e ci vuole la forza di affermare  percorsi liberi da pressioni opportunistiche

All'inizio della storia dello stato sociale si era imposta la regola ottimistica del "tutto gratis a tutti, dalla culla alla tomba".

Poi la coperta sanitaria forse troppo lavata e rilavata e spesso eccessivamente candeggiata, si e' sempre più ristretta fino alla situazione odierna, dove una quota della popolazione rischia di rimanere al freddo (sempre che non si giudichi eticamente accettabile che vi siano cittadini che se la passino bene poiché si possono permettere soffici e calde coperte, mentre altri se ne stiano all'addiaccio e senza alcuna protezione dal freddo). Ma tale progressivo infeltrimento della  <coperta sociale/sanitaria/asitenziale>  ha  sue valide spiegazioni. Queste però non vengono mai date nella loro pienezza, o vengono modificate per essere utilizzate come politica vuole. Di fatto siamo così arrivati, rattoppando al bisogno la nostra povera coperta, all'attuale mix tra spesa pubblica, privata, assicurativa e "integrativa" per assicurare anche in futuro  ciò che sino ad oggi ci ha permesso di essere fra le prime nazioni al mondo per aspettativa di vita e forse anche per qualità di vita. Da ciò non dobbiamo troppo deprecare quello che noi e i nostri padri abbiamo avuto. Ma come nella maggiore età si passa da un sistema di valori ad altro metodo ed altri obiettivi, e come da figli si diventa padri, dobbiamo far nostro il passato per utilizzarlo al meglio nel futuro. Sappiamo bene che la forbice tra prestazioni potenziali erogabili ed effettive possibilità di fruire in tempi ragionevoli di interventi efficaci e di buona qualità tecologico-relazionale è condizionata da una serie di fattori. Questi interagiscono l'uno con l'altro e generano  sia situazioni paradossali sia circoli viziosi. Tutti noi ( i tre attori della scena italica : il paziente, il medico e il terzo pagante) dobbiamo quotidianamente inventare un rimedio ( la ti-sana italica ) per trovare un accettabile equilibrio. Provo ad elencarli schematicamente ricordando che i suddetti si intrecciano tra loro, e sapendo che a ben interrogarsi certamente se ne possono trovare altri, altrettanto validi, da aggiungere ma che non farebbero altro che introdurre ulteriori dubbi e difficoltà di risoluzione

1.      -più la medicina si dimostra efficace, riparando l'uomo-macchina quando acutamente si rompe, più genera malattie e condizioni croniche. Queste necessiteranno per i successivi anni  di continui interventi terapeutici/preventivi/riabilitativi e dei necessari follow-up, e quindi un progressivo e infinito consumo cronico di risorse;

2.      -per parte sua la schiera del malati cronici-disabili quanto più si allarga numericamente e qualitativamente (le poli-patologie da intervento medico ) e avanza negli anni, tanto meno contribuisce al finanziamento del sistema, di cui, viceversa  usufruisce in misura nettamente superiore a coloro che invece sono tenuti a sostenerlo economicamente ( i giovani/sani );

3.      -più aumentano le esigenze e i bisogni socio assistenziali degli anziani/malati/disabili cronici tanto meno si riesce a far  crescere il prelievo di risorse presso i sani-giovani-produttivi per finanziare il sistema ( impopolarità politica e culturale di ogni ulteriore aumento delle tasse rivolto a questo fine );

4.      -più si diffonde il benessere e la cultura del benessere, più aumenta la percezione del bisogno di salute e la richiesta di interventi per la prevenzione delle malattie. Questo soprattutto per conseguire quella mitica condizione di “salute” indicata dall'OMS ben cinquant’anni fa ("stato di completo benessere fisico, psichico e sociale…… e non solo assenza di malattia o di infermità etc.." che ormai sconfina nell’utopistico concetto di felicità, trovata non in se stessi ma riferita al sistema );

5.      -più si sposta l'intervento sanitario sulla prevenzione, più diminuisce la sua convenienza economica, per via del carattere probabilistico di ogni "cura del rischio" che è chiaramente antieconomica ( per il terzo pagante ma non per il produttore dei farmaci ! ). Infatti è molto costoso trattare o seguire "inutilmente" 60-80-100 individui per anni e anni, onde prevenire un evento in uno solo di essi, poiché sia ha la certezza che comunque anche tra i trattati si verificheranno eventi avversi. La logica economica vorrebbe che si trattassero solo coloro che potrebbero beneficiare della prevenzione ma purtroppo non siamo ancora in grado di  prevedere  chi sarà lo sfortunato! E così la nostra attuale ignoranza si rivela anche anti-economica per il sistema (ma  specularmente "economica"  per i fornitori del sistema )

6.      -più i sistemi di controllo della domanda e dell'offerta si fanno pressanti più cresce il malcontento dei professionisti e degli utenti per quelle che vengono a ragione ritenute pressanti ingerenze o vere e proprie iniquità;

7.      -d'altra parte il sistema politico-amministrativo terzo-pagante deve smaltire un sovraccarico di richieste di finanziamento delle prestazioni - rispetto alla solite risorse limitate - da parte di settori della società, gruppi organizzati di pazienti, associazioni professionali e lobby varie, singoli cittadini o gruppi di interesse local-campanilistico che sono sempre comunque subordinati alla spada di Damocle del consenso elettorale da un lato e delle compatibilità economiche e di efficienza del sistema dall’altro;

8.     -evidente è la perversa interazione tra enfatizzazione delle attese mediche, da parte del circuito mediatico-professional-industriale, e la disillusione della gente per la scoperta dei veri limiti della sanità odierna e " le false speranze indotte", che sfocia ormai  nello studio degli avvocati prima, e di fronte a giudici poi, con gli inevitabili riflessi economici sull’attività dei  singoli professionisti (rincorsa dei costi per le polizze assicurative professionali ) e sul sistema nel suo complesso (medicina difensiva = moltiplica-prestazioni). <<è del tutto recente lo sciopero astenitivo dei medici Australiani che ha paralizzato il paese a causa dell’incremento vertiginoso delle polizze assicurative professionali conseguente della caccia al risarcimento medicale del loro paese

Questo e' il groviglio di inter-retroazioni che contraddistingue a vari livelli gerarchici il sistema sanitario Italiano e ne connota la sua complessità, nel senso che si realizza una sovrapposizione di codici tra i diversi sotto-sistemi implicati (scientifico, medico, giuridico, economico, etico, deontologico etc...) e di input\output di segno talvolta positivo e talvolta nel contempo complementare-concorrente-antagonista. Il tutto genera l’impossibilità di attuare un percorso programmato di assistenza e il continuo rattoppare della miseranda <<copertina sanitaria>> cronicamente , ostinatamente e artatamente  già da sempre sottovalutata nelle previsioni di bilancio. Penso che necessiti ormai un’opera di definizione degli obiettivi futuri che il cittadino può salomonicamente attendersi; dichiarati come compatibili con l’erogazione sanitaria pubblica, adeguata al prelievo fiscale massimo operabile per tale ragione. Tale condizione va determinata con chiarezza. Vanno espresse con semplicità e con grande franchezza le opportunità che i cittadini potranno scegliere per garantirsi un futuro di salute. O risparmio a tal fine, o spreco ma con presenza di coperture economiche adeguate. Una nuova responsabilità personale deve sostituire la <<infeltrita coperta sanitaria statale>> .Che la salute sia finalmente indicata non come diritto maturale ma come dovere civico. Come tale consigliata, studiata, discussa, apprezzata e pubblicizzata. Come tale deve essere richiesto un impegno del cittadino a salvaguardarla. Come esiste una necessità di risparmio per vivere senza incertezze e ingenue speranze di farla franca, così deve essere promossa una politica di risparmio e di incentivo alla salvaguardia della salute. Sappiamo ormai per certo che gran parte della patologia degenerativa è dieta/comportamento dipendente. Sappiamo quanto costa l’assistenza assicurativa dei traumi stradali. Sappiamo il peso della traumatologia dello sport. Sappiamo il costo dell’abuso di tabacco e di alcool e della tossicodipendenza. Sapendo tutto ciò continuiamo ad affidare la salute solo alla spesa delle cure ( pagate da altri …!! ), e tutto è dovuto; l’atto medico è screditato; la parola medica opportunista e interessata. Siamo ormai padri senza patria podestà. Una nuova educazione si impone per generare il risparmio di salute che permette la sostenibilità della nostra assistenza sanitaria, perchè la coperta infeltrita si rigeneri e ci permetta di rimanere nell’ambito del tutto ciò che serve a quanti più si può. Ma ciò deve obbligatoriamente passare attraverso la chiarezza dei problemi, il recupero dei valori medici e dei valori sanitari sviliti da un sistema passato di erogazione indiscriminato, qualunquista, e contaminato dalle pressioni politiche/partitiche/faziose. Forse è giunta l’era del nuovo valore del medico e della Medicina che non sfugge alle regole del sistema che vogliono più importante solo ciò che molto costa mentre meno si apprezza ciò che, pur indispensabile, è invece gratuito e troppo diffuso.

Ad Maiora Colleghi. Forse non sempre tutti i problemi vengono per nuocere.

Marcello Costa Angeli

 

 

Milano li 07.05.2002

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Questa pagina è stata aggiornata l'ultima volta in data : 24 maggio 2007