|
|
|
CON LA RIFORMA SANITARIA E IL CONTRATTO DI LAVORO ISTITUITO “UN REGOLAMENTO CARCERARIO” DELLA PROFESSIONE I
Medici Ospedalieri piegati definitivamente al potere economico, politico e
amministrativo di
uno Stato accentratore
Cari Colleghi, La
scelta “della cura” non è più del medico professionista, ma viene
controllata secondo schemi, programmi e percorsi dettati dalla piramide del
potere.
La nostra professione ha quindi subito una progressiva spersonalizzazione per
cui i principi dell’etica medica, che invece sono sempre vivi e validi per
ognuno di noi, non ci vengono più riconosciuti. Tale evoluzione ha favorito lo
sviluppo di una volontà politica a cui è utile considerarci sorvegliati
speciali e ridurre sempre di più le nostre valenze delegando agli
amministratori molte delle nostre competenze.
La delegittimazione medica necessita la creazione di un sistema di controllo
della erogazione delle cure da parte degli apparati amministrativi, nella logica
delle ristrettezze di bilancio. Tale sistema sfugge inevitabilmente all’etica,
infatti pur nel rispetto di standard "virtuali" uniformi di
soddisfazione dei pazienti, la realtà dimostra che non possono corrispondere
alle loro reali e diversificate necessità. Solo il Medico infatti è in grado
di valutare quali siano i migliori percorsi terapeutici in grado di soddisfare
il bisogno di cura del singolo paziente. Riassumiamo il percorso storico del nostro degrado professionale. 1°)
L’introduzione della
qualifica di "Dirigente" ha permesso alle Aziende di sostituire la
soddisfazione dei pazienti, garantita dalla autonomia delle scelte del medico
nel suo posto di lavoro, con l’imposizione di rigidi criteri di economicità
delle cure che spesso contrastano con il vero bisogno di aiuto del malato. Si è
introdotto il fattore destabilizzante della facile mobilità e licenziabilità
che obbliga il medico ad aderire alle scelte aziendali, qualunque esse siano,
restringendo la sua discrezionalità etica a tutto sfavore del paziente. 2°)
Il corollario di tale
sviluppo è stata l’abolizione del posto di ruolo sostituito con la
designazione di "una funzione" da sottoporre a periodica verifica
effettuata su una reale valutazione di produttività e di budget e virtuale
controllo delle qualità delle prestazioni. 3°)
L’estinzione del posto
in ruolo ha determinato la necessaria istituzione di "un unico livello
dirigenziale" da differenziare con l’affidamento delle diverse funzioni.
La teorica scomparsa della classica piramide
"primario/aiuti/assistenti" non è una promozione della maggior parte
dei medici ad un ruolo superiore, ma al contrario il livellamento di tutti ad un
ruolo unico iniziale il cui livello stipendiale chiamato "trattamento
fondamentale" è comune e basso. Le differenziazioni economiche si
diversificano nel "trattamento economico accessorio", affatto stabile
e periodicamente sottoposto alla contrattazione individuale, che risentirà
delle limitazioni del bilancio aziendale. 4°)
L’esclusività del
rapporto di lavoro è il corollario obbligato della qualifica dirigenziale.
Sancisce il definitivo scollamento del paziente dal proprio medico di fiducia
conservabile solo per il tramite fisico/amministrativo dell’Azienda-padrone.
Tempi, modalità, sede e facilità di accesso dei cittadini per mantenere un
rapporto fiduciario con il proprio medico sono quanto di più difficile si possa
realizzare per la necessità di accentrare e controllare amministrativamente i
servizi da erogare. Tale esclusività è una perdita di possibilità di lavoro
libero professionale, per alcuni potenziale, per altri attuale. Viene compensata
come elemento distinto della retribuzione, come voce fissa e non
contrattualizzabile. Ciò significa che perderà con il tempo il suo valore
economico, non risultando remunerativa della perdita dei diritti acquisiti. La
cosiddetta "opzione" in realtà è una scelta obbligata per i più,
perchè nel caso optassero per la non esclusività del rapporto di lavoro
verrebbero danneggiati da uno stipendio ridotto e da un blocco nella potenzialità
di carriera. media-
attuato dal contratto nonostante gli accresciuti oneri professionali e le
mutazioni del nostro status, sono veramente irrisorie (una media di circa Lire
136.000 lorde fino al 1° gennaio 2000). 6°)
Infine l’equiparazione
economica degli ex assistenti deve aspettare ancora il febbraio 2001 e non
riguarderà la parte fissa della retribuzione di posizione, ma agirà sulla
parte variabile, ben nota per essere la voce che risente delle detrazioni da
imporre in caso di non esclusività del rapporto di lavoro. I meccanismi di
recupero dei fondi necessari alla equiparazione non sembrano certi per cui anche
questo problema non ha per il momento trovato una soluzione adeguata! Ma anche
loro sono dirigenti per normativa!!, sempre però non adeguatamente retribuiti. * Concludendo questa prima iniziale e parziale
disamina della nuova realtà lavorativa è veramente amaro ma molto realistico
affermare che l’attuale potere politico ha comperato la nostra libertà
professionale per pochi denari, costruendo un "esercito di falsi
dirigenti", speculando sulla nostra etica professionale ancora viva e sulla
nostra poca propensione alla coesione e difesa di Categoria. L’obbiettivo vero è la
preparazione di un futuro di operatori specializzati utili a produrre profitti
per le Aziende della salute, pubbliche o private che siano. Manodopera a
rapporto esclusivo ed a basso costo in un eccesso di offerta lavorativa voluta e
difesa dalla politica degli anni passati. Il medico non più libero
professionista è il passo fondamentale per l’introduzione dei "grandi
gestori di offerta della salute" quali i fondi integrativi che si preparano
a ritagliare la loro esistenza ed il loro guadagno a spese dei cittadini tutti,
offrendo servizi comperati a prezzi stracciati dalla Categoria Medica, a
discapito della stessa. Le Aziende, fucine politiche, voragini economiche, vere
industrie della salute, offriranno in intermediazione i servizi dei loro medici
dipendenti - ex categoria di professionisti - resi incapaci di difendersi e
costretti ad un ruolo impiegatizio, ma sempre gravati da profonde responsabilità
morali, sofferte responsabilità dirigenziali, stipendi infimi, e modalità di
lavoro a cottimo. Milano 6-4-2000 Marcello Costa Angeli |
|
|