31.05.2002

AREA DEL SITO WWW.CHIRURGIATORACICA.ORG DEL DOTT. MARCELLO COSTA ANGELI
 Noi aderiamo ai principi della carta HONcode della Fondazione Health On the Net  Home Su Album L'Ospedale Corsi tenuti Scritti su di me I miei lavori I miei scritti      

Su
07.05.2002
10.05.2002
21.05.2002
24.05.2002
26.05.2002
04/04/2002
31.05.2002
05.06.2002
intesa medica
Fax a Sirchia
12.02.2002

 

Relazione del convegno.

Primo convegno formativo
Professione Dirigente Medico e Governo Aziendale
Coordinatore Dott. Marcello Costa Angeli

 

 

Cari Colleghi :

                         benvenuti a questa Nostra iniziativa che prosegue una serie di momenti culturali volti all’aggiornamento collegiale degli iscritti al nostro Ordine.

Vi sono grato per avere aderito in gran numero, sottraendo il primo sabato estivo al riposo e alle vostre famiglie, dimostrando ancora una volta che la nostra categoria conserva a pieno quell’  etica professionale che ogni giorno ci viene misconosciuta.

Questo << evento formativo >>, come oggi vengono chiamate le nostre iniziative accreditate presso l’apposito organismo ministeriale, ha ricevuto << 4 punti ECM >> per cui a tutti i partecipanti a fine convegno verrà rilasciato il << certificato dei crediti ministeriali >>. E’ necessario riconsegnare all’uscita i questionari che sono stati inseriti nella cartella.

Ricordo che il numero dei crediti che ciascuno di noi deve realizzare per il 2002 è stato fissato in 10 punti ECM con un minimo di 5 e un massimo utile di 15.

La media dei punti acquisibile per eventi di questo tipo è di 2 punti ECM per  ogni 4 ore di corso.

Il nostro Ordine ha in esecuzione numerose iniziative volte a promuovere un aggiornamento di qualità per i propri iscritti  che periodicamente le troverete pubblicate sia sul Bollettino che sul sito web www.omceomilano.it .

Vorrei rimarcare che tutto ciò comporta un notevole sforzo di tutti coloro che volontariamente e gratuitamente operano in tal senso con il nostro Ordine, contrastando quel grande mercato che ruota sull’aggiornamento professionale obbligatorio.

A loro va il nostro ringraziamento.

Noi  ci siamo impegnati a proporre iniziative gratuite, comode e differenziate volte a garantire il rispetto della normativa secondo la nostra etica professionale ed in linea con la nostra tradizione ordinistica. A tale proposito mi è doveroso segnalare un record nazionale sull’assegnazione dei punti ECM ministeriali che ha visto una nostra iniziativa gratuita, in corso presso l’azienda ospedaliera San Gerardo di Monza, vedersi assegnati ben 34 Crediti ECM, più di tre volte quanto necessario acquisire in questo anno.

Ma ora veniamo agli argomenti odierni.

Il convegno è suddiviso in due sessioni volte a ridisegnare << il ruolo medico del III Millennio >>.

 Nella seduta del mattino affronteremo la difficile materia del << governo clinico >> che  attraverso gli illustri relatori verrà portato a conoscenza di tutti passando dall’esperienza sia del Manager, che del politico, del  medico e dell’amministratore. In tarda mattinata avremo l’intervento del Ministro della Salute G. Sirchia il cui arrivo è previsto per le 11.

Nella seduta del pomeriggio si parlerà di come implementare la professione medica, ridisegnata dalle recenti leggi di riordino sanitario, nel governo clinico.

 E’ un momento importante, perché  tutti  noi non sappiamo ancora bene cosa è veramente cambiato, in quanto tra il disegno delle leggi e la loro applicazione concreta esiste sempre un periodo inerziale che si oppone al mutare delle cose. Ma tale periodo  sta attualmente cessando il suo moto, per cui  a breve saremo chiamati a nuove responsabilità, che per non essere solo sofferte vanno  attentamente conosciute.

 

 


Introduco la sessione del mattino introducendo una serie di spunti letterari sul << governo clinico >> e il << management >> che vogliono essere di stimolo per i successivi relatori e per il dibattito conclusivo.

 

Possiamo definire la << clinical governance >> come

·      «il contesto in cui i servizi sanitari si rendono responsabili del miglioramento  continuo della qualità dell’assistenza e mantengono elevati livelli delle prestazioni creando un ambiente che favorisce l’espressione dell’eccellenza clinica»

E’ quindi il clima organizzativo in cui è bene operare per ottenere i migliori risultati, che nella nostra attività non possono non obbedire a quel momento fondamentale dell’etica professionale che da sempre governa i nostri atti.

·      Laquidara nel 1988 ebbe a dire che  “ se la legge può essere rispettata mediante procedure particolari, l’etica impone al medico qualcosa di più e di diverso “.

Per cui dobbiamo riversare tali principi alle realtà lavorative che contribuiamo a formare, quindi:

·      L’eticità ….delle realtà sanitarie deve condurre al bilanciamento tra criteri di mercato e doveri del medico.

Ma i medici non sono normali lavoratori. Sono professionisti per struttura intrinseca al loro essere e in quanto tali sono individui:

•aventi specifiche conoscenze e capacità professionali

•acquisite tramite un’intensa preparazione intellettuale

•mantenute grazie all’adozione di standard rigorosi

•protetti da strutture e associazioni di supporto organizzate

Proprio per tali caratteristiche è unaminamente riconosciuto che

 i << professionisti >> :

·      «attribuiscono maggior valore al riconoscimento professionale che a quello ottenuto dall’organizzazione

·      e reagiscono meglio se il controllo viene esercitato da loro omologhi, piuttosto che da un’ autorità gestionale o da norme organizzative»

 

 

Per cui se tali assiomi sono veri:

 i medici specialisti :

·      si schierano in primo luogo con la loro professione e si considerano lavoratori del Servizio Sanitario Nazionale.

·      Non è quindi sorprendente che gli obiettivi organizzativi siano subordinati agli obiettivi professionali…...

 

 

Molti illustri studiosi delle realtà complesse ritengono che le strutture ospedaliere rappresentano una delle forme di maggior difficoltà di governo, per la molteplicità dei rapporti di cui sono costituite, e per la estrema delicatezza della materia e del prodotto del loro lavoro.

In questo contesto:

 i medici in quanto professionisti:

·      sono diversi dagli altri lavoratori poiché più critici e meno fedeli all’organizzazione, poco inclini a ricevere supporto da supervisori e tendenti a socializzare solo con coloro che posseggono specializzazioni simili……..

 

In ciò sono  :

diversi dai manager per cui :

·      Il medico centra il proprio lavoro sulla persona mentre il Manager focalizza sulla struttura.

 

Ed è riconosciuto che:

 i medici come professionisti :

·      …….sono preparati ad agire in modo indipendente con autonomia decisionale e quindi restii ad assumere posizioni subalterne ed a perseguire obbiettivi organizzativi potenzialmente in conflitto con gli scopi professionali, hanno come punto di riferimento il paziente e mirano ad ottenere più vantaggi possibili a suo beneficio, spesso a scapito dei costi, al contrario dei Manager che hanno come scopo primario l’efficienza del sistema.

Attualmente i medici :

·      ……hanno mantenuto ruoli di leadership all’interno dello staff medico,

·      ma la conduzione amministrativa è stata assunta da persone che non appartengono alla classe medica

Ma ancora oggi, in linea con la prerogativa fondamentale della categoria, i medici :

·      ……sono sempre riusciti a proteggere la loro sfera professionale e, tra tutte, le attività finalizzate al paziente.

·      La decisione di carattere medico è la prerogativa che il medico custodisce con maggior zelo…

Il medico sa bene che:

 la medicina si colloca tra << scienza e arte >> ma :

·      La maggior parte delle persone, prive di preparazione medica, ha una visione molto scientifica della medicina, e crede che le decisioni cliniche si fondino su una chiara evidence di ciò che funziona:

·      ………..tuttavia spesso non è così !

Secondo Naylor ( 1985 ) sembra che:

 la medicina clinica sia costituita da :

 

• poche cose che conosciamo,

• alcune cose che pensiamo di conoscere (ma che probabilmente non conosciamo)

• e di tante cose che non conosciamo affatto.

Questo è uno dei molti detti saggi che tutti noi ben conosciamo e che più avanziamo con l’età e più apprezziamo. E’ anche uno dei fattori che ci spinge alla ricerca e al rispetto della cura della persona come malato in forma <<olistica>> a dispetto della tendenza a curare << la malattia >> come effetto delle spinte della iperspecializzazione e della ipertecnologia che attualment conduce alla scomposizione del paziente malato in un assemblaggio di organi.

Con queste basi:

 una delle prime lezioni indirizzate ai manager che abbiano voglia di capire i camici è quella che recita  :

·      « è più facile indurre i medici a fare di più che fare di meno>>

·      Esattamente al contrario dei manager:

·      “più inclini a temere l’errore di commissione ed orientati a fare meno che non a fare di più”

 

Viceversa:

 quando ci si pone da << medici >> come responsabili di servizi clinici questi :

·      non danno per scontato che l’ideologia manageriale sia il modo ovvio per fare le cose...

Mentre è noto a tutti i sociologi che spesso la resistenza ad applicare principi, o regole, o comportamenti è soprattutto determinata dal contesto sociale :

·      Quando un soggetto oppone resistenza a una forma di governo, in questo caso il processo di sviluppo delle competenze, ciò dipende dal fatto che esso si è schierato con un'altra forma che ritiene fornisca una rappresentazione migliore della realtà...

Per cui poiché l’elemento fondamentale dei nostri rapporti si basa sull’attività decisionale è necessario valutare le differenze esistenti nelle due categorie che si affrontano e che si dovrebbero coniugare nel << sistema medicina >>:

•Manager e medici, decidono allo stesso modo ??

·      Le principali differenze

 

• Presupposti del managerialismo

Potenziale conflitto con l’ideologia professionale

Allora:

Qual’è la distanza da superare?

• L’interesse del “dottore” verso il singolo malato

• La tendenza dei “dirigenti” a massimizzare gli utili per tutti i pazienti

In questa reale situazione dicotomica sono difficili i tentativi dell’organizzazione a coniugare gli obiettivi e i metodi in una simbiosi ideale:

·      ….infatti incontrano spesso tante resistenze poiché

·      i responsabili dei servizi clinici hanno la sensazione che non si tenga conto del contesto e della correlata ideologia professionale...

In  questo contesto :

·      ……spesso le decisioni di ordine medico sono accompagnate da molta incertezza e vengono prese senza un accordo sui risultati attesi.

·      E’ proprio in queste situazioni che il ruolo del manager può contribuire ad accrescere il grado di consenso sugli esiti, fornendo maggiori informazioni sul rapporto causa-effetto, al fine di ridurre il margine di insicurezza

 

 

E’ importante riflettere sul fatto che :

·      Tutte le aziende di qualunque tipo esse siano, che operano in mercati liberalizzati costruiscono le proprie strategie e la propria identità

·      sulla capacità di soddisfare regole “tecniche” ben determinate

·      Ma come conseguenza dell’autonomia professionale degli operatori

la organizzazione sanitaria si configura come un sistema debolmente connesso….

Questa << debole connessione >> caratteristica propria delle aziende sanitarie, deve fare riflettere molto sulle possibilità di incentivare la filosofia operativa di un sistema di ricompensa che si pone alla base del percorso ottimale per la ricerca dei migliori risultati.

E tale sistema può operare attraverso alcune  alternative :

·      •…..premiare ed enfatizzare i risultati raggiunti (achievement),

·      •…..piuttosto che lo status e l’esperienza acquisita (ascription)

·      •…o ritenere prioritario quanto fatto in passato rispetto a quanto sia possibile fare in futuro ?

 

 

Per utilizzare uno o più di tali metodologie secondo opportunità, strategie, tecniche e scopi, si ritorna ancora allo studio di ciò che è alla base del disegno aziendale in una struttura sanitaria :

 il suo sistema dei valori

:

·      •Il primo, quello medico, fa diretto riferimento a un sistema di regole tecnico-professionali a loro volta vincolate da norme sia di natura etica sia legale, che hanno come sfondo il mantenimento di un rapporto corretto con il paziente.

·      •Il secondo, quello economico-gestionale deriva, invece, dall’accettazione di specifiche regole tecnico-economiche che sono sintetizzabili nel perseguimento di un equilibrio di bilancio in grado di promuovere l’autoconservazione e lo sviluppo del sistema organizzativo

 

 

Per cui a seconda della estrazione della guida carismatica aziendale avremo diverse tipologie di manager :

·      il manager di un’azienda sanitaria proveniente da un’azienda industriale tenderà, per sua formazione e orientamento “cognitivo”, ad applicare prevalentemente regole e quindi strumenti di secondo tipo.

Mentre il dirigente :

·      con una carriera nella pubblica amministrazione che giunge a ricoprire la posizione di direttore generale, avrà un ordinamento definito <amministrativo> (Fontana e Lorenzoni 1999).

·      Tenderà ad uniformarsi alle indicazioni istituzionali senza esprimere pienamente la sua discrezionalità che – altrettanto istituzionalmente – è invece legittimata dall’ampia autonomia imprenditoriale che caratterizza oggi l’azienda sanitaria pubblica

E’ evidente che :

·      E’ altrettanto probabile che, un direttore generale proveniente da una formazione igienistica e da una carriera di direzione sanitaria, tenderà a rispettare, più degli altri, le autonomie e le discrezionalità dei suoi colleghi medici con i quali condivide il “sentimento” professionale perdendo magari di vista la criticità del mantenimento dell’equilibrio economico e il rispetto di regole istituzionali, e tentando anche magari, di riscriverle……….

 

 

Sul <<noao>> personale del manager insiste anche la condizione dell’ambiente che è deputato a dirigere :

·      La natura di organizzazioni pubbliche e di pubblica utilità, impone al soggetto strategico forti pressioni nella direzione di quello che Di Maggio e Powell (1983) chiamano “isomorfismo coercitivo” la cui fonte principale, almeno nel caso italiano, sono:

·       gli enti di regolazione del Servizio sanitario nazionale

·      e quelli rappresentativi dell’utenza….

 

 

Infatti per non peccare di superficialità bisogna sempre considerare che  i << settori costituzionali >>:

·      ……sono caratterizzati da insiemi complessi di regole e requisiti che le organizzazioni devono soddisfare per ricevere il supporto e l’approvazione o – in altre parole

·      ….la legittimazione dagli elementi rilevanti dei propri ambienti di riferimento

 

 

E quindi un vero complesso di costrizioni che rende difficile il lavoro del manager.

Comunque è sempre necessario semplificare e individuare con chiarezza con quali regole dirigere l’azienda ed è riconosciuto che:

·      Il management, in tutte le organizzazioni di pubblica utilità (dalle utilities, agli ospedali), governa un sistema che, per sua natura, risponde contemporaneamente a

 

·      regole tecniche

 

 

·      e regole istituzionali

 

E la realtà dei fatti in Italia attualmente :

 

 

·      Ci conferma che l’ideale di un’organizzazione capace di mobilitare le energie degli individui (al di là dei casi “da manuale”) rappresenta ancora un ideale da realizzare.

E che :

·      La maggior parte delle aziende, (come ci ricorda Senge) sono aziende generalmente guidate da concezioni mediocri che non valgono l’impegno della gente e che mancano della leadership di cui avrebbero effettivamente bisogno………...

 

Ai << Capitani d’azienda >> :

 

 

 

·      è affidato il compito di capire quando essere

·      (solo) manager

e quando essere 

·      (anche) manager

E’ difficile declinare e coniugare le doti richieste << <i capi >> :

a cui va delegato il compito di passare:

·      Dalla progettualità alla credibilità con un pizzico di umiltà

·      La leadership è  «la mano invisibile» che stimola gli individui ad agire spontaneamente per il bene dell’azienda

 

 

 

·      Ed è la leadeship il vero carburante che fa girare il motore sistema, ma può essere interpretata in diversi modi:

·      una leadership forte

 

·      abbinata a un management poco incisivo

·      potrebbe portare l’organizzazione al caos

mentre d’altro canto :

·      un management rigoroso

 

 

·      sostenuto da una leadership effimera

·      tenderebbe a sclerotizzare l’organizzazione fino a trasformarla in una burocrazia fine a se stessa

Esistono diversi stili che possono essere adottati .

Per cui possiamo individuare almeno cinque diversi tipi di comportamento in cui inquadrare le azioni di un << vero leader >> :

·      Stile autorevole

 

 

·      in cui Il leader è un visionario; indica la strada verso un futuro migliore; convince che quella è la strada giusta; motiva l’indirizzo; spiega i ruoli di ognuno nel viaggio

 

 

·      Stile paternalistico

 

 

·      Orientato non verso una “visione” da realizzare ma verso la “motivazione e l’armonia” all’interno dell’organizzazione.

·      Ha come scopo creare una comunità; una squadra vincente ed affiatata; con un forte senso di appartenenza

·      Stile democratico

 

·      E’rivolto a raccogliere e valorizzare il “punto di vista” delle persone con cui lavora. Costruisce la fiducia reciproca; il rispetto e commitment.

·      Le persone coinvolte partecipano alla definizione della “visione” da realizzare.

·      Stile imitativo

 

 

·      Il leader definisce sulla propria persona degli standard di performances assolutamente “sfidanti”.

·      Si impegna in prima persona a rispettarli, ma impone alle persone che lavorano con lui di fare altrettanto

·      Coaching - Allenatore

·      Il leader come allenatore concentra la propria attenzione sulla necessità di sviluppare il talento delle persone che lavorano insieme a lui anche a scapito di performances non soddisfacenti nel breve periodo.

·      L’obbiettivo da raggiungere è allestire la squadra per vincere domani

 

E tutte queste performance devono tenere anche conto dell’evoluzione del sistema per cui è giuto citare una frase di Charles Handy, un famoso futurologo, che profetizzava :

·      l’Helth care che verrà

 

 

·      ………(un famoso futurologo del passato, Charles Handy, più di dieci anni fa profetizzava che )in futuro l’avvento dei telefoni senza fili avrebbe indotto a ripensare le modalità prevalenti del lavoro organizzato…

·      …dieci anni sono stati sufficienti per trasformare questa profezia in realtà e per andare oltre.

·      Da un sistema in grado di  comunicare molto a pochi e poco a molti, siamo passati ad un sistema che riesce a comunicare molto a molti

 

 

·      E ciò ha letteralmente disintegrato il modo di fare impresa e che sta modificando anche l’impresa sanitaria……...

Per cui non è più lontano il momento in cui :

·      La maggior parte dei pazienti si rivolgerà a strutture sanitarie solo dopo essersi adeguatamente informate su internet…………….

·      La possibilità dei pazienti di comunicare con i medici o di essere monitorati attraverso internet porterà ad una netta riduzione delle viste ambulatoriali…………..

 

Non è lontano il momento in cui :

 

·      I medici passeranno più del 30% del loro tempo ad utilizzare strumenti Web in professione………….

·       I pazienti saranno divisi i due categorie:

·       pazienti della sanità elettronica

·       pazienti tradizionali

 

 

Ed è già arrivato il momento in cui : il momento in cui :

 

·      Sono in atto in alcuni paesi ( Olanda ) sistemi per la ricettazione elettronica dei medici di base

·      Le transazioni elettroniche di prodotti sanitari e farmaceutici sono in aumento esponenziale

 

 

Ed è già arrivato il momento in cui :

·      Molte attività lungo la catena del valore vengono eliminate in una logica di progressiva ….disintermendiazione

·      La competizione si gioca non più sulla logica dell’economia dei beni e servizi ma sulla diversa economia dell’ informazioni

 

 

 

Per tutto quanto detto e scritto sperando di non avervi annoiato, lascio approfondire queste tematiche agli oratori successivi ma mi sento di dover concludere ricordando un sondaggio recente sul mestiere di manager

 

 Il :

Mestiere di manager ricco di soddisfazioni personali ma ……penalizzante sulla vita privata ?

·      Più del 60% delle proprie energie spese nel lavoro

·      Solo il 35% si reputa soddisfatto della distribuzione del proprio tempo

·      Il 60% porta i propri problemi sul versante domestico

·      Il 90% dichiara che la carriera ha richiesto significativi sacrifici della vita privata

·      Il 70% non riesce a dire di NO ad aumento della responsabilità e del sacrificio familiare

·      Ritengono di dedicare meno del 60% del tempo ritenuto opportuno all’educazione dei propri figli

·      Il 60% riferisce di avere competenze inadeguate a educare i propri figli

 

e su questo spero si possa richiamare l’attenzione dei politici anche in relazione al fatto che

·      in tutta Europa siamo l’unica categoria di dirigenti ai quali non è permesso se non in misura minimale ( il 2% ) la possibilità di svolgere la nostra attività in forma part-time,

cosa invece incentivata negli altri settori anche in Italia.

Pur essendo noto che tale tipologia di lavoro sembra essere più redditiva per l’azienda del full time in molti studi e soprattutto in relazione che la medicina del futuro parlerà prevalentemente al femminile per cui è prevedibile un futuro con difficili mediazioni tra lavoro e famiglia accentuando quelle difficoltà ricordate nella diapositiva precedente.

 

Con ciò termino dando inizio ai lavori.

 

Marcello Costa Angeli

 

 

Milano 31.05.2002

 

 

Su

 

Potete inviare a mangeli@yahoo.com un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web. 
Le informazioni assunte da queste pagine devono essere sempre vagliate dal proprio medico curante.
Copyright © 2001/2/3/4/5/6/7 - Dott. Marcello Costa Angeli - H. San Gerardo - Monza
Questa pagina è stata aggiornata l'ultima volta in data : 24 maggio 2007