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DOCUMENTO
PROGRAMMATICO
per
il triennio 2000-2002
Il
nuovo Consiglio dell’Ordine intende
promuovere rapidamente il programma politico e culturale della lista
"Riscatto Medico per la libertà della professione" e ritiene doveroso
riportare l’attenzione sulle fondamenta legislative su cui opera 1’Ordine
Professionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e soprattutto sottolineare
quei particolari
articoli
di legge e del codice deontologico
che ci permetteranno di
interagire con maggior forza con le istituzioni a difesa della nostra
Professione. E’
infatti nostra prima intenzione reinserire
l’Ordine in tutti i momenti legislativi e amministrativi che intendono
regolare la professione medica e che tendono a erodere progressivamente
il nostro ruolo istituzionale. Stiamo
assistendo impotenti a una preoccupante attenzione delle leggi agli aspetti
amministrativi e gestionali del governo della sanità, a discapito dei Medici
che, da principali attori nelle cure ai cittadini sono stati costretti in un
ruolo prevalentemente burocratico-amministrativo estraneo alla loro formazione.
Si è invertito il rapporto gerarchico tra il clinico e l’amministratore. La
potestà di curare è stata piegata alla erogazione di cure decise da altri
"non medici" spesso su base di mera economia di gestione. Per
questo motivo iniziamo il nostro lavoro inviando a tutte le cariche
amministrative che vogliamo interlocutrici con l’Ordine nel governo della
salute pubblica, le seguenti fondamentali note su cui intendiamo agire nel
triennio della nostra responsabilità gestionale. Ciò
vuole essere un segnale di risveglio del ruolo medico che vogliamo non più
succube, ma artefice e primo responsabile della costruzione della nostra realtà
lavorativa: la sanità tutta! Ricordiamo
che: l’Ordine dei Medici e Odontoiatri è un organo ausiliario dello Stato non
economico, finanziato
obbligatoriamente dagli Iscritti, istituito per proteggere i valori immutabili
della Professione e tutelare con la buona pratica clinica la salute dei
cittadini. Gli
articoli di Legge ci impongono le seguenti osservazioni: Articolo 3, capo I, punto “b”: “vigilare alla conservazione del decoro e della indipendenza dell’Ordine e del Collegio” -
Sottolineiamo che
l’impoverimento progressivo della maggior parte dei Medici Italiani coniugata
alla disoccupazione e sottoccupazione dei neo-laureati ha portato una grave
perdita di status del Medico che incide inevitabilmente sul decoro non solo del
professionista, ma anche dell’Ordine e sulla sua indipendenza. Il
nostro impegno su questo punto che riteniamo cruciale sarà di contrastare
l’ulteriore produzione di disoccupati e sottoccupati cercando di
coniugare le forze di tutti gli Ordini nel programmare accessi alle Facoltà che
siano regolati solo delle reali opportunità di impiego. Nello
stesso tempo ci impegneremo a evitare con tutti i mezzi
che la pletora professionale sia scusa e mezzo per la mercificazione della
professione, per la dequalificazione dell’atto medico e per il
condizionamento della libera scelta del curante e delle cure ai soli fini di
risparmio economico. Ci
opporremo alla progressiva burocratizzazione che trasforma i Medici in
impiegati e allontana dalla "vera" professione svuotando di
significato il nostro Ordine. Articolo 3, capo I, punto “c”: “designare i rappresentanti dell’Ordine e del Collegio presso Commissioni, Enti e Organizzazioni di carattere provinciale o comunale ” -
Riteniamo fondamentale ampliare la
possibilità di essere presenti in ogni sede ove sia in atto un processo di
sviluppo del governo sanitario, con la presenza di rappresentanti designati
dall’Ordine. Promuovendo
tale scelta in tutte le sedi
istituzionali, affinchè più nulla in materia di tutela della salute sia
affrontata senza la collaborazione dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri. Ciò
può avvenire solo attraverso un doveroso ampliamento dei fiduciari del
Consiglio, delegando a questo compito tutti quei Colleghi che credono nei nostri
obbiettivi, per rilanciare la natura
pubblica dell’Ordine e rafforzare il potere di intervento della comunità
medica. Articolo 3, capo I, punto “d”: “promuovere e favorire tutte le iniziative intese a facilitare il progresso culturale degli Iscritti” -
Ribadiamo che "promuovere e favorire tutte le iniziative intese a
facilitare il progresso culturale degli iscritti" è un compito
istituzionale dell’Ordine. Ci
opporremo a ogni tentativo di estromissione della nostra istituzione dalle
decisioni che riguardano la qualificazione e l’aggiornamento professionale del
Medico che ha già conseguito i titoli
necessari all’esercizio della professione.
La
promozione e sviluppo dell’attività culturale in campo medico deve essere
sostenuta direttamente o indirettamente dall’Ordine, come attività cardine
dell’istituzione. Devono
essere incrementate e valorizzate le libere iniziative di Associazioni, o Enti,
che abbiano a cuore l’origine e lo scopo della professione medica, attraverso
un confronto serio con tutti. In
particolare ci preme sottolineare i seguenti filoni culturali: -
basi antropologiche ed etiche della medicina; -
valorizzazione delle attività non mediche relazionate; - lettura critica
delle nuove tendenze dell’attività mediche (evidence based medicine,
industrializzazione della medicina); -
medicina convenzionale e medicina alternativa; -
medicina ed informatica; - sanità pubblica. Ribadiamo
che la tutela della professionalità dei medici, garanzia di buon operato sulla
salute pubblica, non può passare attraverso altri organismi privi di quelle
prerogative storiche istituzionali, di universalità e omogeneità, di etica,
che sono proprie dell’Ordine. E’
ridicolo, svilente e soprattutto pericoloso che, in presenza di una
"istituzione ausiliaria dello Stato" quale è l’Ordine dei Medici e
Odontoiatri, l’aggiornamento professionale obbligatorio del medico e
l’accreditamento sia rivendicato da altri Istituti (vedi bollini
blu ecc. ecc.) quando poi le controversie inerenti all’esercizio
professionale sono proprie di questa istituzione (vedere
comma “g”). Ricordiamo
che l’Ordine non è solo una raccolta di nominativi di professionisti della
medicina, ma è anche Ente conservatore di quei valori perenni che riconosce
validi i contenuti di quel Giuramento di Ippocrate che prima di ogni attuale
vincolo legislativo ha regolato l’atto medico e ha dettato i principi etici
che nessuna legge è in grado di fare rispettare se non ci si coniuga con il
profondo contenuto della professione che si è abbracciata. Riteniamo
quindi che ogni qualvolta si introduca un obbligo di aggiornamento
professionale, questo debba passare al vaglio degli Ordini dei Medici e
Odontoiatri, sia a livello di Commissione Nazionale, sia a livello di rapporti
Regione/Ordini. Ci
impegneremo ad attuare concretamente il punto
“e”, capo I dell’articolo 3: "dare
il proprio concorso alle Autorità locali nello studio e nell’attuazione di
provvedimenti che possono interessare l’Ordine o il Collegio". Riteniamo
che tale indicazione debba essere intesa in senso propositivo. Vogliamo
una partecipazione attiva in tutte le fasi di studio di quei provvedimenti che
interessino le attività mediche per le quali pretenderemo di essere sempre
consultati. Articolo
3, capo I, punto “g”: “interporsi,
se richiesto, nelle controversie fra sanitario e sanitario, o fra sanitario e
persona o enti a favore dei quali il sanitario abbia prestato o presti la
propria opera professionale per ragioni di spese, di onorari e per altre
questioni inerenti all’esercizio professionale ....” Riteniamo
anacronistico che l’Ordine si ponga come interlocutore in controversie che si
sviluppino in seno agli Enti, se queste siano preventivamente evitabili
attraverso una fattiva collaborazione con un Ordine dinamico e maggiormente
presente nelle istituzioni. Per
esempio in relazione alla attuale nuova normativa del D.L.
n° 229 sull’esercizio della libera professione
intramuraria, ci inpegnamo a richiedere il rispetto del decoro della professione
attraverso l’approntamento di strutture idonee, orari adeguati e giusti
compensi, decisioni queste per le quali l’Ordine ha precipua competenza e per
le quali pretenderà di essere preventivamente e puntualmente informato. Articolo
10, capo II, integrato dall’articolo 2 della Legge 21 febbraio 1963 n° 244. Facendo
riferimento al mutato rapporto di lavoro dei medici dipendenti delle Aziende
Sanitarie in virtù dell’introduzione del cosiddetto rapporto esclusivo di
lavoro, in cui viene mantenuto e
garantito lo svolgimento di attività libero-professionale, ribadiamo che i
suddetti sanitari nell’esercizio della libera professione intramuraria sono
soggetti alla disciplina dell’Ordine. Parimenti
il loro onorario dovrà essere adeguato almeno ai minimi stabiliti nelle norme
generali relative agli onorari e compensi per le prestazioni medico-chirurgiche. Si
diffidano gli Enti ad applicare quindi compensi non adeguati o forfettari e si
invitano gli stessi a comunicare quanto deliberato in materia a questo Ordine
per gli opportuni controlli preventivi di equità. Sulla
scorta di quanto esposto riteniamo
indispensabile che il Consiglio deleghi dei Colleghi in sua rappresentanza
presso ogni Ente, Azienda, Istituto, Distretto e organismo che abbia un ruolo
nella gestione della sanità. Tali
Medici delegati avranno il compito di collegare la loro realtà locale con il
Consiglio dell’Ordine, che nella seduta del 31/1/2000 ha varato le seguenti
Commissioni: ·
Pubblicità sanitaria; ·
Iscrizione elenco Psicoterapeuti; ·
Ordine e territorio; ·
Responsabilità professionale; ·
Aggiornamento; ·
Giovani Medici e Università; ·
Pari opportunità; ·
Deontologia e Bioetica; ·
Associazioni Mediche; ·
Volontariato, assistenza sociale, anziani e terzo mondo; ·
Deontologia in Odontoiatria. E’
stato anche costituito un “Ufficio di Realizzazione programma Internet”, sia
per i servizi amministrativi dell’Ordine che per l’Aggiornamento culturale
degli Iscritti.
Testo a cura del
Dott. Marcello Costa Angeli Milano li 12.01.2000 |
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