18.01.2000

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DOCUMENTO PROGRAMMATICO
DEL
NUOVO CONSIGLIO DELL'ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI  E ODONTOIATRI DI MILANO

per il triennio 2000-2002

 

Il nuovo Consiglio dell’Ordine intende promuovere rapidamente il programma politico e culturale della lista "Riscatto Medico per la libertà della professione" e ritiene doveroso riportare l’attenzione sulle fondamenta legislative su cui opera 1’Ordine Professionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e soprattutto sottolineare quei particolari articoli di legge e del codice deontologico che ci permetteranno di interagire con maggior forza con le istituzioni a difesa della nostra Professione.

E’ infatti nostra prima intenzione reinserire l’Ordine in tutti i momenti legislativi e amministrativi che intendono regolare la professione medica e che tendono a erodere progressivamente il nostro ruolo istituzionale.

Stiamo assistendo impotenti a una preoccupante attenzione delle leggi agli aspetti amministrativi e gestionali del governo della sanità, a discapito dei Medici che, da principali attori nelle cure ai cittadini sono stati costretti in un ruolo prevalentemente burocratico-amministrativo estraneo alla loro formazione. Si è invertito il rapporto gerarchico tra il clinico e l’amministratore.

La potestà di curare è stata piegata alla erogazione di cure decise da altri "non medici" spesso su base di mera economia di gestione.

Per questo motivo iniziamo il nostro lavoro inviando a tutte le cariche amministrative che vogliamo interlocutrici con l’Ordine nel governo della salute pubblica, le seguenti fondamentali note su cui intendiamo agire nel triennio della nostra responsabilità gestionale.

Ciò vuole essere un segnale di risveglio del ruolo medico che vogliamo non più succube, ma artefice e primo responsabile della costruzione della nostra realtà lavorativa: la sanità tutta!

Ricordiamo che:

 l’Ordine dei Medici e Odontoiatri è un organo ausiliario dello Stato

non economico, finanziato obbligatoriamente dagli Iscritti, istituito per proteggere i valori immutabili della Professione e tutelare con la buona pratica clinica la salute dei cittadini.

Gli articoli di Legge ci impongono le seguenti osservazioni:

 Articolo 3, capo I, punto “b”: “vigilare alla conservazione del decoro e della indipendenza dell’Ordine e del Collegio” 

- Sottolineiamo che l’impoverimento progressivo della maggior parte dei Medici Italiani coniugata alla disoccupazione e sottoccupazione dei neo-laureati ha portato una grave perdita di status del Medico che incide inevitabilmente sul decoro non solo del professionista, ma anche dell’Ordine e sulla sua indipendenza.

Il nostro impegno su questo punto che riteniamo cruciale sarà di contrastare l’ulteriore produzione di disoccupati e sottoccupati cercando di coniugare le forze di tutti gli Ordini nel programmare accessi alle Facoltà che siano regolati solo delle reali opportunità di impiego.

Nello stesso tempo ci impegneremo a evitare con tutti i mezzi che la pletora professionale sia scusa e mezzo per la mercificazione della professione, per la dequalificazione dell’atto medico e per il condizionamento della libera scelta del curante e delle cure ai soli fini di risparmio economico.

Ci opporremo alla progressiva burocratizzazione che trasforma i Medici in impiegati e allontana dalla "vera" professione svuotando di significato il nostro Ordine.

Articolo 3, capo I, punto “c”: “designare i rappresentanti dell’Ordine e del Collegio presso Commissioni, Enti e Organizzazioni di carattere provinciale o comunale ” 

- Riteniamo fondamentale ampliare la possibilità di essere presenti in ogni sede ove sia in atto un processo di sviluppo del governo sanitario, con la presenza di rappresentanti designati dall’Ordine.

Promuovendo tale scelta in tutte le sedi istituzionali, affinchè più nulla in materia di tutela della salute sia affrontata senza la collaborazione dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri.

Ciò può avvenire solo attraverso un doveroso ampliamento dei fiduciari del Consiglio, delegando a questo compito tutti quei Colleghi che credono nei nostri obbiettivi, per rilanciare la natura pubblica dell’Ordine e rafforzare il potere di intervento della comunità medica.

Articolo 3, capo I, punto “d”: “promuovere e favorire tutte le iniziative intese a facilitare il progresso culturale degli Iscritti” 

- Ribadiamo che "promuovere e favorire tutte le iniziative intese a facilitare il progresso culturale degli iscritti" è un compito istituzionale dell’Ordine.

Ci opporremo a ogni tentativo di estromissione della nostra istituzione dalle decisioni che riguardano la qualificazione e l’aggiornamento professionale del Medico che ha già conseguito i titoli necessari all’esercizio della professione.

La promozione e sviluppo dell’attività culturale in campo medico deve essere sostenuta direttamente o indirettamente dall’Ordine, come attività cardine dell’istituzione.

Devono essere incrementate e valorizzate le libere iniziative di Associazioni, o Enti, che abbiano a cuore l’origine e lo scopo della professione medica, attraverso un confronto serio con tutti.

In particolare ci preme sottolineare i seguenti filoni culturali:

- basi antropologiche ed etiche della medicina;

- valorizzazione delle attività non mediche relazionate;

- lettura critica delle nuove tendenze dell’attività mediche (evidence based medicine, industrializzazione della medicina);

- medicina convenzionale e medicina alternativa;

- medicina ed informatica;

- sanità pubblica.

Ribadiamo che la tutela della professionalità dei medici, garanzia di buon operato sulla salute pubblica, non può passare attraverso altri organismi privi di quelle prerogative storiche istituzionali, di universalità e omogeneità, di etica, che sono proprie dell’Ordine.

E’ ridicolo, svilente e soprattutto pericoloso che, in presenza di una "istituzione ausiliaria dello Stato" quale è l’Ordine dei Medici e Odontoiatri, l’aggiornamento professionale obbligatorio del medico e l’accreditamento sia rivendicato da altri Istituti (vedi bollini blu ecc. ecc.) quando poi le controversie inerenti all’esercizio professionale sono proprie di questa istituzione (vedere comma “g”).

Ricordiamo che l’Ordine non è solo una raccolta di nominativi di professionisti della medicina, ma è anche Ente conservatore di quei valori perenni che riconosce validi i contenuti di quel Giuramento di Ippocrate che prima di ogni attuale vincolo legislativo ha regolato l’atto medico e ha dettato i principi etici che nessuna legge è in grado di fare rispettare se non ci si coniuga con il profondo contenuto della professione che si è abbracciata.

Riteniamo quindi che ogni qualvolta si introduca un obbligo di aggiornamento professionale, questo debba passare al vaglio degli Ordini dei Medici e Odontoiatri, sia a livello di Commissione Nazionale, sia a livello di rapporti Regione/Ordini.

Ci impegneremo ad attuare concretamente il punto “e”, capo I dell’articolo 3: "dare il proprio concorso alle Autorità locali nello studio e nell’attuazione di provvedimenti che possono interessare l’Ordine o il Collegio".

Riteniamo che tale indicazione debba essere intesa in senso propositivo.

Vogliamo una partecipazione attiva in tutte le fasi di studio di quei provvedimenti che interessino le attività mediche per le quali pretenderemo di essere sempre consultati.

Articolo 3, capo I, punto “g”: “interporsi, se richiesto, nelle controversie fra sanitario e sanitario, o fra sanitario e persona o enti a favore dei quali il sanitario abbia prestato o presti la propria opera professionale per ragioni di spese, di onorari e per altre questioni inerenti all’esercizio professionale ....”

Riteniamo anacronistico che l’Ordine si ponga come interlocutore in controversie che si sviluppino in seno agli Enti, se queste siano preventivamente evitabili attraverso una fattiva collaborazione con un Ordine dinamico e maggiormente presente nelle istituzioni.

Per esempio in relazione alla attuale nuova normativa del D.L. n° 229 sull’esercizio della libera professione intramuraria, ci inpegnamo a richiedere il rispetto del decoro della professione attraverso l’approntamento di strutture idonee, orari adeguati e giusti compensi, decisioni queste per le quali l’Ordine ha precipua competenza e per le quali pretenderà di essere preventivamente e puntualmente informato.

Articolo 10, capo II, integrato dall’articolo 2 della Legge 21 febbraio 1963 n° 244.

Facendo riferimento al mutato rapporto di lavoro dei medici dipendenti delle Aziende Sanitarie in virtù dell’introduzione del cosiddetto rapporto esclusivo di lavoro, in cui viene mantenuto e garantito lo svolgimento di attività libero-professionale, ribadiamo che i suddetti sanitari nell’esercizio della libera professione intramuraria sono soggetti alla disciplina dell’Ordine.

Parimenti il loro onorario dovrà essere adeguato almeno ai minimi stabiliti nelle norme generali relative agli onorari e compensi per le prestazioni medico-chirurgiche.

Si diffidano gli Enti ad applicare quindi compensi non adeguati o forfettari e si invitano gli stessi a comunicare quanto deliberato in materia a questo Ordine per gli opportuni controlli preventivi di equità.

Sulla scorta di quanto esposto riteniamo indispensabile che il Consiglio deleghi dei Colleghi in sua rappresentanza presso ogni Ente, Azienda, Istituto, Distretto e organismo che abbia un ruolo nella gestione della sanità.

Tali Medici delegati avranno il compito di collegare la loro realtà locale con il Consiglio dell’Ordine, che nella seduta del 31/1/2000 ha varato le seguenti Commissioni:

·       Pubblicità sanitaria;

·       Iscrizione elenco Psicoterapeuti;

·       Ordine e territorio;

·       Responsabilità professionale;

·       Aggiornamento;

·       Giovani Medici e Università;

·       Pari opportunità;

·       Deontologia e Bioetica;

·       Associazioni Mediche;

·       Volontariato, assistenza sociale, anziani e terzo mondo;

·       Deontologia in Odontoiatria.

E’ stato anche costituito un “Ufficio di Realizzazione programma Internet”, sia per i servizi amministrativi dell’Ordine che per l’Aggiornamento culturale degli Iscritti. 

 

Testo a cura del Dott. Marcello Costa Angeli  

Milano li 12.01.2000

 

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