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IPERTENSIONE POLMONARE E CUORE POLMONARE CRONICO Definizione
Il
concetto di cuore polmonare cronico è stato introdotto in medicina oltre 200
anni fa, ma ancor oggi esistono dubbi sulla sua stessa definizione ed
applicabilità ai singoli casi clinici: la OMS definisce questa patologia come
ipertrofia-dilatazione del ventricolo destro secondaria ad ipertensione
polmonare causata da alterazioni anatomiche e/o funzionali dell'apparato
respiratorio o del sistema vascolare polmonare. La
definizione non può quindi essere applicata ai casi in cui l'aumento della
pressione arteriosa polmonare è secondaria a cardiopatie congenite o ad
affezioni che interessano primitivamente i settori cardiaci di sinistra.
L'eziologia
del cuore polmonare cronico è molteplice: le broncopneumopatie croniche
ostruttive sono di gran lunga la causa più frequente, ma tutte le forme morbose
che interessano sia direttamente sia indirettamente la meccanica ventilatoria,
gli scambi gassosi, il letto vascolare polmonare, possono dare origine ad
ipertensione polmonare e cuore polmonare cronico. La pneumopatia di base deve
però essere sufficientemente estesa ed avanzata per causare innalzamento della
pressione arteriosa polmonare: fortunatamente la maggior parte dei disordini
polmonari è circoscritta, o non si ripercuote in modo massiccio sugli scambi
gassosi da dare innesco alla sequela di eventi che culmina nella ipertrofia del
ventricolo destro e successivo scompenso cardiaco. |
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