STORIA DELLA LEGISLAZIONE ITALIANA SUL FUMO DI TABACCO
1934, l'art.25 del regio decreto 24
dicembre n.2316vieta la vendita di sigarette e tabacco ai minori di 16 anni
sia che il minore acquisti per conto proprio che di un mandante: in entrambi
i casi infatti, sussiste il pericolo che il minore usi personalmente il
tabacco.
1962, LEGGE 165, vieta la
pubblicità dei prodotti da fumo;
1962, venne presentato un progetto
di legge del Sen. Terracini che proponeva di vietare il fumo nei teatri ma
non venne mai considerato.
1964, venne ripresentato in
Parlamento il progetto di legge del Sen. Terracini ma non venne mai
discusso.
1968, venne presentato il progetto
di legge del Min. Mariotti (simile a quello del Sen. Terracini), ma non
venne mai approvato.
1969, venne nuovamente presentato
il progetto di legge del Sen. Terracini, ma non venne mai discusso.
1970, vennero presentati tre
progetti per la salvaguardia della salute umana nei confronti dei danni da
fumo di tabacco ma non vennero approvati.
1975,
legge 584 dell'11 novembre, vieta il fumo nei nei
luoghi pubblici.
1986, il progetto di legge del Min.
Degan vietava il fumo nei luoghi pubblici e privati, ma venne bocciato in
Parlamento.
1989, per la necessita'di adeguarsi
alle norme della CEE, una Direttiva del Consiglio dei Ministri impose di
indicare sui pacchetti di sigarette il contenuto di nicotina e di catrame e
obbligò a stamparvi tre frasi ben in vista per il fumatore:
"IL FUMO PROVOCA IL CANCRO"
"NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE"
"IL FUMO PROVOCA MALATTIE CARDIOVASCOLARI"
ed eventualmente altre frasi facoltative.
1990, il 17 maggio una Direttiva
del Consiglio dei Ministri successiva a una legge CEE, stabiliva che entro
il 1992 il contenuto di catrame delle sigarette non potesse superare i 15
mg. (diventeranno 12mg. dopo il 1997) 1991, il 7 maggio una sentenza della
Corte Costituzionale ribadiva la validita' della legge 584/75, messa in
discussione da alcune sentenze di tribunale.
1992, il 30 ottobre il Min. De
Lorenzo presento' un disegno di legge che vietava il fumo nei luoghi
pubblici o accessibili al pubblico e prescriveva di adibire una "zona
fumatori" nei locali chiusi aperti al pubblico purche' muniti di adeguati
aspiratori...Non e' mai stato discusso.
1994, il 12 gennaio venne
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Programma per il Piano Sanitario
Nazionale nel triennio 1994-96, che prevedeva tra l'altro, di formulare
leggi idonee a controllare il fumo di tabacco nei luoghi chiusi, per
adeguare il nostro Paese alle norme della CEE .Ancora non è stato fatto.
1994,
Decreto legislativo 626
del 19 settembre "miglioramento della sicurezza e della salute dei
lavoratori sul luogo di lavoro
1995, il Consiglio di Stato
conferma la sentenza del TAR-LAZIO sul divieto di fumo in alcuni Enti
pubblici.
1995, il 14 dicembre con una
Direttiva del Presidente del Consiglio,
su proposta del responsabile della Sanità, Elio Guzzanti, il GOVERNO ha
deciso di mettere fuori-gioco i fumatori in tutti i locali delle PUBBLICHE
AMMINISTRAZIONI di tutta Italia. Un "off-limit" valido anche per le aziende
private che gestiscono servizi pubblici in regime di concessione di appalto,
di convenzione e accreditamento.
1998: il fumo
nel Piano Sanitario nazionale 1998-2000
2000, 1 settembre
(Consiglio dei ministri ) Disegno di Legge Veronesi.