Il fumo di tabacco è una miscela
eterogenea di sostanze gassose e corpuscolate originate dal processo di
combustione delle foglie confezionate prevalentemente sotto forma di
sigarette e sigari.
Quando il tabacco brucia, nella
zona di combustione si raggiungono temperature tra gli 800 e gli 880° C.
La forza con cui avviene
l'aspirazione, variando la temperatura di combustione, modifica la
composizione del fumo, per cui la stessa sigarette può dare origine a
sostanze diverse a seconda del modo in cui viene fumata.
La composizione del fumo di
sigaretta è stata studiata mediante particolari macchine fumatrici, che
simulano il fumo dell'uomo. E' stato pertanto calcolato che una sigaretta
che pesa 1 grammo viene mediamente consumata dal fumatore, in quasi 12
minuti mediante 8-10 boccate di circa 2 secondi l'una per un volume totale
di 250 ml.
Il fumo aspirato attraverso la
sigaretta corrisponde alla corrente PRIMARIA che costituirà. il cosiddetto
FUMO ATTIVO, mentre la combustione spontanea all'aria tra due boccate
danno la corrente SECONDARIA, responsabile del FUMO PASSIVO.
Quest'ultima corrente è
particolarmente importante per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico,
ma soprattutto dei locali chiusi mal ventilati, sia dal punto di vista
qualitativo che quantitativo; infatti a causa della più bassa temperatura di
combustione della sigaretta fra una boccata e l'altra (500-600° C) la
concentrazione di alcune sostanze è maggiore (nicotina, benzopirene,
monossido di carbonio, ammoniaca, etc.) che nella corrente centrale; inoltre
più dei due terzi dei prodotti di combustione di una sigaretta si vengono a
trovare nella corrente secondaria.