Come non fumare

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COME SMETTERE  DI FUMARE

 

Il fumo di tabacco soddisfa i criteri stabiliti da diverse Organizzazioni Sanitarie Internazionali per definire uno stato di dipendenza. Se è vero che la sua assunzione attraverso il fumo crea benefici effetti in termini di attenzione, euforia, rilassamento e gratificazione, a seconda dello stato psicologico e situazionale in cui si trova il soggetto, purtroppo altrettanto vero che nei fumatori, specie in quelli più accaniti, che tentano di smettere, si manifesta uno stato di astinenza già apoche ore dall'improvvisa cessazione o da un'importante riduzione del fumo.

I sintomi di astinenza sono numerosi e di segno talvolta opposto: agitazione, irritabilità, ansia, tensione, sonnolenza, rallentamento dei riflessi, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, stanchezza, depressione. I disturbi sono più evidenti nella prima settimana e di solito scompaiono dopo una ventina di giorni, al massimo dopo un mese. Negli ultimi tempi sono stati condotti vari studi scientifici sulla disassuefazione dal fumo. Fra tutte le tecniche di disassuefazione impiegate, più efficaci ed attendibili si sono dimostrate le seguenti combinate tra loro:

1) l'azione di consulenza (counceling) del medico di fiducia

2) l'uso di terapia nicotinica sostitutiva mediante cerotti, chewing-gum, spray nasale o inalatore. Secondo questi studi, il medico di fiducia con dei semplici consigli riesce a far smettere 2-5 soggetti su 100, che salgono al 9% se si tratta di donne in gravidanza, fino al 36% per i pazienti che hanno avuto un infarto.La terapia sostitutiva con nicotina utilizzata da sola, a seconda dei vari studi e dei dosaggi di nicotina impiegati, ha ottenuto risultati di astensione statisticamente significativi a 6 mesi (12,5%-33,6%) e a 1 anno (27,5%).Invece, l'azione combinata di questi due metodi (breve azione di "counceling" singolo o di gruppo + cerotto) aumenta e consolida nel tempo i risultati di disassuefazione rispetto a quelli conseguiti con la sola nicotina.

 

Il tutto viene potenziato dalla recente introduzione nella farmacopea italiana della pillola antifumo a base di bupropione.

Esiste un test semplice, ma scientificamente testato, il Test di FAGERSTROM che permette di rilevare il grado di nicotino-dipendenza e di guidare all'uso e al giusto dosaggio del cerotto a base di nicotina.La prima domanda del test consiste non a caso su quale è per il fumatore la sigaretta "essenziale" durante la giornata. Infatti tra le diverse domande che un fumatore in "via di pentimento" si sentirà rivolgere, questa è certo la più insidiosa e la più importante perchè, attenzione, "essenziale", non vuol dire "buona", come la sigaretta dopo un pasto. Spiega il prof. Fagestrom: "Essendo l'emivita della nicotina molto corta (rimane nel sangue non più di un'ora per essere poi trasformata dal fegato in cotinina che viene eliminata con le urine), al mattino il serbatoio del fumatore è vuoto, per cui, dall'urgenza che ha di riempirlo, dipenderà la difficoltà che incontrerà nello smettere di fumare. E' per questo che l'essenzialità della prima sigaretta al risveglio riveste un carattere chiave: perchè misura la pendenza della salita su cui il fumatore dovrà spingere il carro. Non è tanto quindi una questione di carattere o di volontà ma di dipendenza: spinge meglio il carro chi ha minore dipendenza."La nicotina inalata, in meno di 10 sec. giunge in alcune zone del cervello (per esempio locus ceruleus e sistema mesolimbico) provocando progressivamente delle modificazioni chimiche che sono responsabili della dipendenza psichica e fisica; col tempo poi, la seconda supererà la prima. Da qui l'esigenza di una terapia nicotinica sostitutiva.Oltre a questi due metodi sono state esaminate altre tecniche adottate nella disassuefazione, che per ora  non hanno trovato un riscontro scientifico:

a) TECNICHE di COMPORTAMENTO.

Sotto questa dicitura sono inclusi e sono stati esaminati metodi diversi tra loro, dai corsi antifumo condotti con medici e psicologi fino all'uso di semplici manuali.Anche le tecniche utilizzate sono di vario genere: c'è chi usa il rilassamento corporeo, chi stabilisce premi al raggiungimento degli obiettivi (e "punizioni" se si fallisce), chi cerca di comprendere cosa sta alla base del desiderio di fumare, chi punta sull'autocontrollo e sull'autostima. Queste tecniche hanno un effetto statisticamente significativo (P=0,5) ma non più del semplice consiglio e incoraggiamento medico (2%), con l'handicap aggiuntivo del costo che queste tecniche di comportamento prevedono.

b) TECNICHE di DISGUSTO.

Sono due le procedure più seguite: raddoppiare il numero di sigarette fumate o accelerare le boccate così da essere letteralmente nauseati dal fumo. La loro efficacia secondo questo studio sarebbe soddisfacente (14% di successo) se non fosse per due problemi: 1) ricerche più approfondite sui 637 partecipanti allo studio, col dosaggio della cotinina nelle urine è stato rilevato che molti degli "astinenti" non avevano abbandonato del tutto il fumo. 2) il secondo problema è la pericolosità di queste procedure che aumentano bruscamente i livelli di nicotina nel sangue.

c) IPNOSI.

Tecnica di condizionamento al disgusto per il tabacco. Secondo gli ex-fumatori l'efficacia sembra essere elevata (23%) ma non esistono studi controllati sulle urine.

c) AGOPUNTURA e l'AURICOLOTERAPIA.

Per queste due metodiche non esiste alcuno studio controllato che ne abbia dimostrato l'efficacia.

c) ERBE e SOSTANZE NATURALI.

Alcuni usano le erbe come coadiuvanti nel trattamento anti-fumo come le radici di genziana o di calamo. Ma non esistono studi scientifici rigorosi sull'argomento.

c) OMEOPATIA.

Si tratta di una terapia di disassuefazione che utilizza granuli contenenti dosi infinitesimali di estratti di tabacco. Nemmeno in questo caso esistono studi scientifici di conferma.

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