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Spasmo esofageo diffuso
Sinonimi sono:
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esofago a corona di rosario
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esofago a cavaturaccioli.
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Affezione della motilità esofagea nella quale la
normale peristalsi viene sostituita da contrazioni fasiche non
propulsive e, in alcuni casi, da un alterato funzionamento dello
sfintere esofageo inferiore.
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È di osservazione più rara dell'acalasia e,
sebbene siano stati osservati dei casi di trasformazione in acalasia
classica, non è stato accertato che i due disordini rappresentino
fasi diverse dello stesso processo patologico.
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| Etiologia e patogenesi
La patogenesi delle diverse anomalie della peristalsi
esofagea osservate nello spasmo esofageo diffuso non è nota.
Nell'esofago affetto da tale patologia si riscontra un'ipertrofia della
tonaca muscolare esofagea e della muscolaris mucosae e del tratto
distale dell'esofago con degenerazione walleriana delle fibre del vago
ed ipersensibilità della muscolatura esofagea a stimoli colinergici.
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| Sintomatologia
I sintomi predominanti sono: dolore toracico
retrosternale, odinofagia e disfagia in soggetti emotivi e
psicolabili.
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Il dolore è
comunemente riferito come urente e costrittivo; la rapidità con cui
insorge e la sua gravità simulano l'angina pectoris o l'infarto del
miocardio. Sebbene il dolore insorga dopo assunzione di bevande
gassate o cibi molto caldi o freddi, esso si presenta il più delle
volte spontaneamente, non associato a deglutizioni. Si tratta di un
dolore retrosternale che si irradia al dorso, ai lati del torace, a
entrambi gli arti e agli angoli della mandibola, che può durare da
pochi secondi a diversi minuti.
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La disfagia è di
grado variabile con caratteristiche di intermittenza e suscettibile
di influenze di tipo emotivo.
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Rari sono il calo ponderale o l'ostruzione
completa.
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| Diagnosi
Lo studio radiologico
con pasto baritato dell'esofago dimostra che, al di sotto dell'arco
dell'aorta, la normale sequenza peristaltica e sostituita da contrazioni
simultanee, in coordinate, che producono arricciamenti o increspamenti
multipli della parete, piccole formazioni sacciformi o pseudodiverticoli,
configurandosi in tal modo il cosiddetto esofago a
"cavaturaccioli". Talora, per effetto di una contrazione, il
lume esofageo può obliterarsi e il bario viene spinto in alto e in
basso.
La manometria mette in
evidenza la presenza delle caratteristiche contrazioni di ampiezza
elevata, di lunga durata, ripetitive e a esordio simultaneo nella
porzione inferiore dell'esofago. Va osservato che poiché tali
alterazioni sono episodiche lo studio monometrico può risultare normale
al momento della sua esecuzione e, pertanto, può essere necessario
ricorrere a particolari artifici per provocare lo spasmo esofageo, quali
la deglutizione di liquido freddo.
L'indagine endoscopica
deve escludere la presenza di una patologia di tipo organico.
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| Terapia
La terapia di prima istanza è quella farmacologia
con antispastici, nitroderivati ad azione prolungata e tranquillanti.
Una buona palliazione dei sintomi è stata ottenuta con
calcio-antagonisti e con procinetici.
La dilatazione pneumatica è efficace solo in alcuni
pazienti.
L'intervento chirurgico viene preso in considerazione
solo dopo l'insuccesso dei trattamenti precedenti e prevede una miotomia
longitudinale estesa dall'arco aortico alla giunzione esofago-gastrica,
senza peraltro interessare il SEI.
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