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TERAPIA

  Questa pagina è stata aggiornata in data: 01/03/2011

il cancro dell'esofago si classifica al IV posto tra le neoplasie maligne nei paesi in via di sviluppo ed al XV nei paesi sviluppati.


Epidemiologia 

 La più alta incidenza e tassi di mortalità si trovano nella così detta "fascia asiatica ", che copre una vasta zona che va dalla Russia europea e dalla Turchia alla Cina orientale.  In Italia il tasso più alto di incidenza è nel Nord Est e Friuli Venezia Giulia. L'età di incidenza aumenta rapidamente con l'età con predominanza del sesso maschile. L'alcool il tabacco e una alimentazione carenziata sono responsabili in definitiva della maggior parte dei cancri esofagei. Secondo diversi studi epidemiologici tra il 1976 è 1987 è stato evidenziato un incremento annuo nei maschi di adenocarcinoma dell'esofago e del cardias che varia dal 4% al 10%, mentre il carcinoma squamoso dell'esofago mantiene i suoi tassi. 

Per la capacità terapeutica ancora oggi scarsa, e per il manifestarsi tardivo della sintomatologia è necessario per arrivare a percentuali di guarigione maggiori la messa a punto di strategie di "screening" che permettano di individuare la neoplasia in fase pre-clinica, è noto infatti che in questa fase si possono ottenere sopravvivenze a 5 anni fino al 90%. 

I tumori dell'esofago (similmente a quelli della bocca, del faringe e del laringe) sono molto frequenti nelle aree al di sopra del Po e quasi omogeneamente infrequenti nel resto del territorio nazionale; le aree a maggior rischio coincidono con quelle dove è stato più intenso il consumo di alcool e tabacco.

CARCINOMA DELL' ESOFAGO
MORTALITA' INCIDENZA
Uomini
RSM
 
< 60
 
60 - 89
 
90 - 109
 
110 - 139
 
oltre 140

Screening. 

Per ciò che riguarda l'adenocarcinoma esofageo, le sue possibilità di screening si identificano con i programmi di sorveglianza della metaplasia di Barret.  Per quanto riguarda il carcinoma squamoso, una efficace politica di screening può essere impostata solo nelle aree geografiche ad alto rischio, nei paesi occidentali in genere l'incidenza del cancro dell'esofago è troppo bassa per giustificare degli screening di massa.

Sintomatologia 

Il sintomo tipico è la disfagia, essa si verifica quando c'è una riduzione di almeno il 50%-75% del lume esofageo ed un coinvolgimento di circa 2/3 della sua circonferenza. Purtroppo la presenza di disfagia indica spesso che la malattia è giunta ad uno stadio di incurabilità, essendo a quel punto presente un coinvolgimento esteso dell'esofago e delle strutture circostanti in più del 90% dei casi. La maggior parte dei pazienti giunge dal medico dopo 2-4 mesi dalla comparsa della prima sintomatologia. La disfagia che si accentua progressivamente si manifesta prima per i cibi solidi poi anche per i cibi liquidi, si accompagna spesso a calo ponderale Altro sintomo comune è l'odinofagia, un dolore retrosternale persistente non correlato con la deglutizione e l'insorgenza di singhiozzo improvviso spesso di significato infausto perché indica il coinvolgimento del mediastino o del diaframma.  Può inoltre comparire raucedine sia per il coinvolgimento neoplastico del nervo ricorrente che per aspirazione cronica.

Diagnosi 

L'esame radiologico ( rx transito esofageo ) già in fase precoce con una indagine a doppio contrasto può presentarsi come piccole lesioni polipoidi, rilevatezze a placca, irregolarità focali della parete o lesioni a diffusione superficiale. I tumori in fase avanzata possono manifestarsi già ad una radiografia del torace con uno slargamento del mediastino, un dislocamento anteriore della trachea, un ispessimento dello spazio retrotracheale o dilatazione dell'esofago a monte.  Gli studi con contrasto baritato possono mostrare una lesione infiltrante, polipoide, ulcerata. Il quadro tipico è quello di un restringimento irregolare del lume esofageo con nodularità mucose, ulcerazioni e con bordi prossimali e distali "a scalino"

 

La valutazione endoscopica  ( esofagoscopia ) è indispensabile nell'inquadramento diagnostico, infatti ad una sintomatologia positiva corrisponde una lesione endoscopica di entità da moderata a grave con carattere stenosante o vegetante, spesso con area centrale ulcerata.  Oltre alla valutazione diretta l'endoscopia consente valutazioni citologiche ed istologiche attraverso prelievi mirati sulla lesione o attraverso "Brushing" della mucosa

La TAC resta oggi esame complementare all'endoscopia alla radiografia e all'eco-endoscopia nella valutazione pre-terapeutica della malattia, la sua funzione più importante è quella di individuare l'estensione della lesione, le linfoadenopatie associate e le ev. metastasi a distanza in organi come il fegato, i polmoni, le ghiandole surrenali.   È l'ecoendoscopia, l'esame oggi più accurato nella diagnosi del carcinoma esofageo e rappresenta il progresso più significativo in endoscopia digestiva, permettendo di visualizzare la parete delle vie digestive e strutture immediatamente circostanti.  La sua indicazione principale consiste nella stadiazione locoregionale dei tumori esofagei, definendo con precisione lo stadio del tumore e conseguentemente per scegliere il trattamento più appropriato, dimostrando ove possibile la resecabilità del tumore.

Terapia 

La maggior parte dei pazienti al momento della diagnosi è in uno stato avanzato di malattia e perciò l'obbiettivo della terapia è la sola palliazione dei sintomi. 

DilationLa resezione chirurgica rappresenta il trattamento di scelta per le neoplasie resecabili dell'esofago quando è possibile eseguire una resezione completa del tumore primitivo e dei linfonodi locoregionali ed il rischio operatorio è accettabile.

Negli altri casi il sintomo certamente più invalidante per il paziente rimane la disfagia ed il suo trattamento consente almeno un beneficio sul piano nutrizionale.  È quindi la dilatazione esofagea la terapia oggi attuata in tutti i centri endoscopici, con dilatatori progressivi, di calibro crescente e dilatatori pneumatici a palloncino, che consentono di ottenere una dilatazione fino a 20mm anche se con possibili complicanze come rischio di perforazione e recidiva della stenosi.

 

 Protesi ricanalizzanti sono utilizzate sia di tipo rigido che di tipo metallico, vengono posizionate sotto controllo endoscopico e radiologico sono efficaci nel permettere il controllo duraturo della disfagia nei pazienti con tumori dell'esofago e nel trattamento delle fistole esofago-respiratorie.

Per la Radioterapia e la Chemioterapia si rimanda alle altre sezioni della trattazione di questa patologia.

 

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