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I DIVERTICOLI DELL'ESOFAGO
POSSONO ESSER DA TRAZIONE O DA PULSIONE

Diverticoli da pulsione
Definizione

I diverticoli esofagei possono essere:
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congeniti
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I diverticoli congeniti sono molto rari e
rappresentano forme di duplicazione dell'esofago. |
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acquisiti.
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I diverticoli acquisiti si distinguono in: |
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diverticoli da pulsione
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I diverticoli da pulsione sono dovuti ad
un graduale estroflessione, attraverso un'area di debolezza
della parete muscolare, della mucosa e sottomucosa del
viscere per effetto di una elevazione patologica della
pressione intraluminale. |
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diverticoli da trazione.
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Come nei diverticoli di altri visceri, così anche in
questi distinguiamo il fondo, il corpo e il colletto. |
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Il diverticolo di Zenker
è quello di più frequente riscontro.Il diverticolo di Zenker è tre
volte più frequente nel sesso maschile e generalmente insorge in età
media ed avanzata.
   
Diverticolo di Zenker in uomo di
63 anni operato in giugno 2006
E' generalmente secondario ad una incoordinazione
faringoesofagea o, più raramente, ad un disordine della motilità
esofagea. Si presenta come una estroflessione mucosa lungo la linea
mediana della parete posteriore a livello della giunzione
faringoesofagea, tra le fibre del muscolo costrittore inferiore del
faringe e le fibre trasversali del muscolo cricofaringeo, al di sopra
quindi dello sfintere esofageo superiore ( SES ); tale difetto anatomico
è di forma triangolare ed è definito appunto: Triangolo di Killian.
Dal momento che la protrusione posteriore è limitata
dalla colonna vertebrale, il diverticolo ingrandendosi si viene a
trovare a lato della linea mediana, in genere a sinistra, dietro
l'esofago. La posizione a sinistra del diverticolo sarebbe dovuta,
secondo alcuni, alla maggiore estensione a sinistra del triangolo di
Killian, secondo altri, alla situazione anatomica dell'esofago stesso,
lievemente spostato a sinistra a livello cervicale. Il diverticolo ha
una parete sottile formata da mucosa e sottomucosa.
Le discinesie faringoesofagee che si ritiene siano
alla base del meccanismo patogenetico della lesione sono: un mancato
rilasciamento del muscolo cricofaringeo; una contrazione del SES prima
che la contrazione faringea si sia completa; un ipertono dello sfintere
secondario a reflusso gastro-esofageo; una discinesia secondaria ad
altri disordini della motilità esofagea quali acalasia e spasmo
diffuso.
Lo sviluppo del diverticolo è preceduto da un
periodo di disfagia riferibile a livello cervicale. Con l'aumento di
dimensioni, la tasca tende ad assumere una posizione longitudinale e
declive, comprimendo e dislocando l'esofago anteriormente sino ad
allinearsi con il faringe. Di conseguenza il cibo ingerito entra più
facilmente nel diverticolo che nel lume esofageo.
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| Sintomatologia
La disfagia e la ruminazione
all'assunzione di cibo diventano sempre più frequenti; in seguito alla
compressione dell'esofago, la disfagia diventa sempre più grave,
compaiono attacchi di tosse, rigurgito
posturale, faringiti, alitosi,
raucedine ed anoressia.
Incostanti sono i fenomeni compressivi, come la disfonia,
per compressione ricorrenziale; la miosi e
l'enoftalmo, per compressione della catena
simpatica; i disturbi sincopali, per
compressione vagale e carotidea. Il materiale ingerito può accumularsi
nel diverticolo al punto di renderlo, in rare circostanze, palpabile in
posizione latero-cervicale sinistra, dove la palpazione provoca rumore
di gorgoglio, alcuni pazienti eseguono manualmente lo svuotamento del
diverticolo, comprimendolo e rimandando in faringe il contenuto, che
viene nuovamente masticato e di nuovo deglutito.
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| Diagnostica
La diagnosi viene fatta con l'esame radiografico con
bario.
Le proiezioni laterali sono in grado di
rilevare il diverticolo, il suo colletto. Il grado di spostamento
dell'esofago e la presenza di eventuali livelli idroaerei.
L'esofagoscopia è controindicata o va eseguita con
precauzioni particolari da un esaminatore esperto, poiché lo strumento
tende ad infilarsi direttamente nel diverticolo e, per la sottigliezza
della parete, il rischio di perforazione è elevato.
La manometria va effettuata per evidenziare o meno la
presenza di ipertonia del SES.
La pH-metria 24h è utile per escludere la presenza
di reflusso gastro-esofageo.
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| Terapia
La terapia è senz'altro
chirurgica, l'intervento può
essere rivolto alla sacca diverticolare, discinesia o ad entrambi. Gli
interventi chirurgici attuabili sono:
la miotomia cricofaringea senza resezione del
diverticolo, in caso di piccoli diverticoli
oppure diverticolectomia spesso associata a miotomia
cricofaringea, che si rende necessaria nel caso di grandi diverticoli.
   
Immagini dell'esofagogramma del
caso precedente operato in giugno 2006
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I diverticoli epifrenici
sono situati negli ultimi 10 cm dell'esofago toracico e sono meno
frequenti di quelli cervicali.
 
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L'insorgenza è correlata all'aumento di
pressione intraesofagea secondario sia ad un disordine della motilità
esofagea (spasmo esofageo diffuso o acalasia ) sia ad un'ernia
jatale con reflusso gastro-esofageo.
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| Sintomatologia
Il diverticolo epifrenico può essere del tutto
asintomatico o essere identificato occasionalmente nel corso di
un'indagine radiologica di un'indagine radiologica. Nei pazienti
asintomatici è possibile riconoscere una fase prodromica
oligosintomatica caratterizzata da: pirosi, digestione difficile,
singhiozzo; solo successivamente compaiono i sintomi più tipici:
alitosi, disfagia, dolore toracico, rigurgito, pirosi. In un discreto
numero di casi è stata osservata l'insorgenza di ulcerazione del
diverticolo con sanguinamento cronico.
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| Diagnostica
L'esame radiologico con bario mette in evidenza l'estroflessione
sacciforme, con piccolo colletto, adagiata sul diaframma.
Gli altri esami strumentali (endoscopia, pH-metria
24h, manometria ) hanno la stessa importanza nella diagnostica dei
diverticoli cervicali.
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| Terapia
Il trattamento dei pazienti è quello del disordine
motorio primario. Se il diverticolo è piccolo il trattamento porta alla
regressione del diverticolo stesso. La resezione del diverticolo stesso
è indicata in aggiunta al trattamento della patologia primaria qualora
il colletto stretto non permetta un adeguato svuotamento del diverticolo
o siano presenti infiammazioni mucose o compressioni dell'esofago
distale.
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Diverticoli da trazione dell'esofago
Definizione
Possono essere definiti come estroflessioni circoscritte
della parete dell'organo, costituiti da tutte e tre le tonache dell'esofago
(mucosa sottomucosa e muscolare) oppure più spesso dalle sole mucosa e
sottomucosa.
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Sono localizzati prevalentemente a livello della
biforcazione tracheale e costituiscono l'esito di una protratta azione di
trazione esercitata da un conglomerato di linfonodi sub-carinali infiammati,
che, per un processo di cicatrizzazione retraente, stirano l'adiacente
parete esofagea, con la quale avevano contratto aderenza.
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Il diverticolo da trazione è in genere
piccolo, di
forma conica, con colletto ampio e fondo appuntito. |
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Il tessuto cicatriziale circostante e la reazione
infiammatoria periesofagea impediscono di solito che il diverticolo
aumenti di volume. |
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È eccezionale che l'infiammazione dei linfonodi
coinvolga la parete esofagea sino a dare una stenosi del viscere. |
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Il diverticolo, al contrario, può trasformarsi in
fistola esofago-tracheale acquisita, di solito di piccola dimensione e
che tende a guarire spontaneamente per cicatrizzazione. Se non si
chiude, è necessario sospendere l'alimentazione ed eseguire medicazioni
per via endoscopica tracheale ed esofagea. È raro che tale fistola
richieda una riparazione chirurgica.
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![[Traction diverticulum]](../images/diverticolo-trazione.jpg) |
Etiologia e Patogenesi
E' quasi sempre tubercolare ed è legata all'instaurarsi
nell'infanzia del complesso primario ( infiltrato polmonare, linfangite,
adenopatia, mediastinica ).
Sintomatologia
Le dimensioni ridotte del diverticolo non danno in genere una
sintomatologia evidente.
Diagnosi
Si raggiunge essenzialmente con l'esame radiologico con mezzo
di contrasto , associato ad esame EGDS e con una manometria esofagea.
Terapia
Tali diverticoli essendo molto piccoli non richiedono alcuna
terapia, solo le complicanze possono richiedere un intervento chirurgico .
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