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      LA CLINICA DEL DRENAGGIO DEL TORACE

La clinica del drenaggio toracico prevede che lo stesso possa essere utilizzato in tre modi:

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    Posto a caduta

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    Inserito in un sistema aspirativo

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    E il particolare drenaggio delle << Pneumonectomie >>che è un drenaggio aperto

Il drenaggio a caduta ( e il Bottiglione a valvola d’acqua ) - In questo caso la funzionalità del drenaggio è  “ semplicemente “ affidata al suo sistema costitutivo assicurando la funzionalità respiratoria del paziente solo se è presente la sua integrità costruttiva.

Nella maggior parte dei casi il drenaggio toracico viene connesso tramite una spina di connessione ad un tubo di caduta che: 

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    per il tramite di un tappo che chiude ermeticamente il bottiglione di raccolta termina mediante la sua estremità pescando 2 cm al disotto di un livello di liquido ( si usa di solito la Bidistillata  perchè non produce schiuma ) che in volume di 500 ml occupa la parte basale del bottiglione di raccolta.

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    questo pescaggio è fondamentale per determinare il funzionamento del drenaggio toracico unidirezionale in quanto assicura a " valvola d’acqua " l’unidirezionalità del percorso delle emissioni aeree ( dal cavo toracico verso l’esterno e non viceversa ).

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     Il tappo del bottiglione è a sua volta attraversato da un secondo tubo “ libero “ ( ossia non connesso ad alcun pescaggio ) che deve essere sempre pervio e che assicura la fuoriuscita di aria dal bottiglione stesso.

      particolare della caduta >>

 Punti di attenzione di questo sistema sono: Il volume di liquido che deve essere presente nel bottiglione ( 500 ml )

Il pescaggio dell’asticella immersa ( 2 cm ) / La pervietà del tubo di emissione ( che deve essere assicurata ) / L’integrità del tappo del bottiglione che deve essere a chiusura ermetica

 I problemi maggiormente riscontrati   di disattenzione nella pratica clinica sono comunemente:

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 * Il mancato pescaggio

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 * La mancata pervietà del tubo libero

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* La ridotta quantità di liquido di immersione

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 * La rottura del tappo del bottiglione ( deve essere chiuso ermeticamente altrimenti  rischia di non funzionare )

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 *La possibilità di “ scivolamento “ del pescaggio nel tappo del bottiglione che permette lo sfilamento del pescaggio stesso e la perdita del meccanismo di valvola d’acqua . ( non in tutti bottiglioni questo tubo è fisso, per cui se è mobile va fissato con un cerotto solidamente alla sua emergenza dal tappo così che non possa muoversi )

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  La scorretta fissazione dei raccordi con “ inidonea “ pratica di incerottamento (che sia valida per impedire la accidentale deconnessione del sistema durante i movimenti del paziente)

ATTENZIONE : Uno qualsiasi di questi problemi provoca l’ingresso di aria in cavo pleurico ed il collasso polmonare con le evidenti note ripercussioni cliniche sul paziente.

La valvola di Heimlich  E’ un dispositivo tecnico che è in grado di sostituire in alcuni casi la funzione di valvola d’acqua del bottiglione di raccolta. Risulta utile nei trasporti sopratutto quando si sia affetti da una forma di Pnx senza raccolte pleuriche concomitanti. In questi casi la valvola viene raccordata al drenaggio toracico nella sua estremità cefalica e può essere lasciata libera in aria alla sua estremità podalica oppure connessa ad un sacchetto di raccolta se sussistano delle possibilità di emissione di secrezioni. Esistono diverse marche di produzione di queste valvole con dimensioni diversificate .  Sono in genere costituite da un cilindro trasparente in cui si alloggia un “ becco di flauto “ di caucciù che funziona per accollamento opponendosi al flusso aereo in corso di inspirazione, e viceversa aprendosi in caso di espirazione. A volte per maggior sicurezza il dispositivo prevede due cilindri simili inseriti in serie succeSsiva. Vanno comunque considerati solo dei presidi medici temporanei aggiuntivi e non sostitutivi alla normale valvola  d’acqua che ha diversi e migliori vantaggi di sicurezza, assicurando anche la normale escursione pressoria respiratoria che non può avvenire nella valvola di Heimlich. I problemi più volte riscontrati nella corretta gestione di questo presidio medicale sono stati:

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    L’errato posizionamento con connessione dell’estremo distale al tubo di drenaggio ( ciò comporta l’impossibilità  all’aria pleurica di fuoriuscire ed il possibile sviluppo di un Pnx iperteso ) per cui è sempre necessario controllare il VERSO della valvola nella suo posizionamento.

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    L’ accollamento delle membrane di caucciù da parte di secrezioni dense la cui mancata rimozione  impedisce il corretto funzionamento della valvola stessa

Il drenaggio aspirativo : Nel caso di inserimento di un sistema aspirativo, questo si avvale di due possibilità:

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    Valvola di Janneret

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    Bottiglioni multipli di compensazione

 

Valvola di janneret 

CENTRALE PLEURICO-TORACICO

Dispositivo medico carrellato, con un vaso di raccolta liquidi, impiegato per il drenaggio pleurico–toracico, senza limiti di tempo, con aspirazione regolata da una colonna toracica a livello d’acqua.

Basso-flusso, basso-vuoto / 4,5  kPa

Rumorosità:  >45 dB  

            

Dispositivo medico da collegare all’impianto di vuoto centralizzato per intercettare e controllare la depressione.

Si adatta in tutte le applicazioni di aspirazione medicale in ambito ospedaliero  

Ci si avvale di un sistema meccanico già pronto in cui il tubo libero proveniente dal bottiglione di raccolta viene connesso tramite un tubo di connessione ad un contenitore vuoto chiamato “ trappola che serve a raccogliere la nebulizzazione aerea/idrica che si libera dalla raccolta a seguito della forza aspirativa applicata. A sua volta mediante un interposizione di una valvola unidirezionale presente nel tappo della trappola, la stessa è connessa alla valvola di Janneret.

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    Questa è costituita da 

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    un cilindro trasparente ( da riempire parzialmente di bidistillata ) in cui è presente un tubicino di pescaggio, connesso tramite un tubo al sistema di aspirazione a muro.

    Il sistema prevede che la forza aspirativa a muro possa essere controllata in cm di H2O sulla base della immersione del tubicino di pescaggio immerso nella bidistillata .  il tubicino di pescaggio è graduato metricamente per riconoscerne i centimetri di pescaggio.

 Punti di attenzione di questo sistema sono:

  * Il tubicino di pescaggio deve avere sempre l’estremo superiore libero in aria

* Il tubicino di pescaggio deve essere correttamente immerso per la altezza voluta nella bidistillata nel cilindro

* La connessione aspirativa a muro deve avere la forza aspirante necessaria

* La valvola unidirezionale della “ trappola “ deve essere funzionante

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* Le connessioni tra i raccordi devono essere assicurate ermetiche

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* Le connessioni dei tappi janneret e trappola devono essere ermetiche

 I problemi maggiormente riscontrati nel funzionamento e nei controlli di tale sistema sono stati:

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 * La mancata prova della adeguata funzione aspirativa della  spina a muro a cui connettere la Janneret;   va attuata almeno “ spinandola “ con una pinza prima di connettere la janneret ( se manca la forza spirativa  “ a muro “ il sistema non può essere aspirativo )

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 * Il mancato rifornimento periodico di bidistillata nel cilindro della Janneret che riduce il pescaggio della cannula interna riducendo la forza aspirativa voluta

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* L’ostruzione accidentale della cannula di pescaggio* Il mal funzionamento della valvola unidirezionale della “ trappola che impedisce il trasporto della forza aspirativa al bottiglione di raccolta

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* La mal connessione dei diversi raccordi e dei tappi

Il buon funzionamento del sistema aspirante prevede che la connessione con il bottiglione di raccolta provochi un allegro gorgoglio nel cilindro della janneret. 

Se questo gorgoglio non scompare o non si attenua con la deconessione è possibile che vi sia una ostruzione a livello della trappola ( spesso alla membrana della valvola unidirezionale, nel tappo ) oppure qualche tubo è contorto sino alla occlusione. Se al contrario non vi è un allegro gorgoglio con la connessione con il bottiglione di raccolta può esservi 

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    una inadeguata e ridotta forza aspirante dal muro 

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    o semplicemente la cannula pescante nel cilindro di vetro non è affatto immersa nella bidistillata.

I bottiglioni multipli per aspirazione 

   

 Bottiglioni multipli con compenso aspirativo

Il tubo di uscita (V) della seconda bottiglia (B) viene collegato con l'aspirazione a muro: la pressione di aspirazione (in cmH2O) nel sistema viene regolata dalla profondità di immersione (h) del tubo nella bottiglia B - Questa possibilità dell’uso dei bottiglioni multipli di compensazione, è una metodica oramai superata e che solo raramente si pone in essere, quando non si ha a disposizione una valvola di Janneret , che tuttavia è necessario conoscere.

In pratica ( vedi figura )

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    l primo bottiglione ( A )  è normalmente connesso al paziente 

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    viene raccordato ad un secondo bottiglione ( B ) per il tramite del tubo libero mediante una spina di connessione.

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    Il 2° bottiglione ha un tappo perforato da tre tubi.

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    Il tubo centrale è il “ tubo pescante di compensazione “, e deve pescare in bidistillata.

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    I tubi laterali vengono connessi l’uno al bottiglione di raccolta e l’altro al raccordo di aspirazione a muro.

In tale sistema la forza aspiratrice a muro esercita una pressione negativa nella atmosfera del 2° bottiglione  ( B ) dove si ripartisce equamente tra l’atmosfera del primo bottiglione e l’esterno; graduata dall’entità del pescaggio  del “ tubo pescante di compensazione “. In pratica la profondità in centimetri  del pescaggio in bidistillata del “ tubo pescante di compensazione “ rappresenta l’entità in cm di H2O della forza aspirante negativa esercitata dal sistema. ( es. 15 cm H2O sono ottenuti con un pescaggio di 15 cm del tubo centrale del bottiglione ) La prova del funzionamento di simile sistema va ricercata nei controlli clampando la caduta dal paziente. 

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    In questo caso la colonna di liquido che normalmente tende a risalire nel pescaggio del tubo del 1° bottiglione di raccolta durante l’inspirazione viene completamente annullata; 

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    ed anzi si avrà uno slivellamento in basso ( depressivo ) del menisco del liquido che la riempie, 

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    con una accentazione del gorgoglio già normalmente presente nel 2° bottiglione.

 Il sistema Pleur-Evac - Non è altro che il sistema medicale industriale sopra descritto riunito in unico insieme.  Ha il vantaggio di essere meno ingombrante, monopaziente  di non necessitare lo svuotamento della raccolta per alcuni giorni. ( vedi figura )

Si presenta con un quadro di controllo in cui le varie sezioni del parallelepipedo sono tra loro connesse nello stesso modo del sistema artigianale sopra-descritto.  Necessita di minor manutenzione, ma è di meno agevole lettura  e  come nel sistema artigianale vanno sempre controllate le quantità dei liquidi necessari al corretto funzionamento,  che in volume ed altezza prescritti devono essere presenti nelle camere di controllo aspirazione e di valvola ad acqua.

Questa pagina è stata aggiornata in data :28/02/2011

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