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Dolore causato dall'ischemia miocardica
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1)
estrazione di O2 dal sangue coronarico (già massima in condizioni basali); | |
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2)
flusso coronarico. |
Il
consumo di O2 (MVO2), dipende da:
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1)
frequenza cardiaca; | |
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2)
stato inotropico del miocardio; | |
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3)
pressione arteriosa sistolica; | |
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4)
volume ventricolare. |
Nella
pratica il MVO2 si calcola mediante il doppio prodotto: frequenza cardiaca x
pressione arteriosa sistolica.
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-Localizzazione:
tipicamente al centro del petto, più raramente al precordio, epigastrio o solo
nelle sedi di irradiazione. | |
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-Irradiazione:
tipicamente al lato ulnare dell'arto superiore sinistro, ma tutt’altro che
infrequentemente al braccio e alla spalla sinistra in toto, collo, mandibola,
braccio destro, dorso, epigastrio. | |
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Qualità: costrittivo, meno frequentemente gravativo o urente. Il malato lo
indica con la mano aperta o chiusa a pugno sullo sterno. | |
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Cause scatenanti: sforzo fisico, emozioni, pasti copiosi, esposizione al freddo,
attività sessuale, somma di più di uno di questi fattori scatenanti. |
Va
ricordato che l'angina spontanea dà dolore a riposo o di notte (angina da
decubito) e che spesso l'angina di Prinzmetal si manifesta ad orari fissi. Ciò
pone problemi di diagnosi differenziale con il dolore dell'ulcera peptica,
dell'esofagite, della colecistite (quando irradiato al petto o epigastrio).
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-angina
del primo sforzo:compare al mattino o all'inizio dello sforzo fisico; | |
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-angina
dopo sforzo; compare quando si interrompe lo sforzo, cioè nella prima fase di
recupero; | |
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-angina
da accovacciamento: caratteristica di tale posizione; | |
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-walk-through
angina (camminare attraverso l'angina): scompare proseguendo la marcia o
comunque lo sforzo; | |
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-Cause
aggravanti: non caratteristiche. | |
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-Durata:
solitamente pochi minuti. | |
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-Manovre
allevianti: cessare l'attività fisica; nelle forme notturne anche alzarsi dal
letto (per diminuzione del ritorno venoso). | |
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-Farmaci
allevianti: nitroderivati sublinguali in 2 minuti (massimo 4) dopo l'assunzione.
Occorre ricordare che tali farmaci rilasciano anche la muscolatura liscia
dell'esofago e dello sfintere di Oddi, e possono pertanto far cessare un dolore
a partenza da tali strutture. | |
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-Sintomi
di accompagnamento: senso di angoscia, sudorazione, nausea. | |
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-Decorso
nel tempo: anche nel paziente con angina già accertata l'andamento nel tempo
del sintomo è un indice di "stabilità" o "instabilità"
della malattia. |
I
criteri di "instabilità" dell'angina, che indicano una prognosi meno
favorevole ed il rischio di infarto imminente, morte improvvisa, instatirarsi di
angina cronica intrattabile, sono riassunti nella
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-ECG
da sforzo (nell'angina da sforzo o mista); | |
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-monitoraggio
ECG secondo Holter (nelle forme di angina spontanea e notturna); | |
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-scintigrafia
miocardica; | |
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-coronarografia. |
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-Localizzazione:
al centro del petto e/o all'epigastrio (è bene ricordare che il dolore
epigastrico di lunga durata, associato a sintomi vegetativi, possibile
espressione di un infarto della parete diaframmatica, è ancora troppo spesso
scambiato per <`indigestione"); talvolta solo nelle sedi di
irradiazione. | |
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-Irradiazione:
nel 30% dei casi alle braccia; più raramente alla mandibola, dorso, collo,
addome. Può irradiare in alto fino all'occipite e in basso fino alla linea
ombelicale trasversa. | |
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Qualità: solitamente simile al dolore anginoso, ma assai più intenso, è
descritto come costrittivo, gravativo, dilaniante, urente. | |
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Cause scatenanti: l'insorgenza del dolore è solitamente improvvisa (più
frequentemente nelle ore del mattino), solitamente senza relazione a sforzi
fisici. | |
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-Cause
aggravanti: nessuna. | |
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-Durata:
oltre i 20 minuti. | |
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-Manovre
allevianti: nei casi in cui il dolore inizia durante uno sforzo fisico non
regredisce con il riposo. | |
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-Farmaci
allevianti: scarsamente sensibile ai nitroderivati. | |
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-Sintomi
di accompagnamento: sono frequenti sudorazione, nausea, vomito; il paziente è
spesso agitato con sensazione di morte imminente. | |
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-Decorso nel tempo: il paziente può già avere sperimentato il dolore
dell'infarto o dell'angina; in tale caso è utile fare riferimento all'esperienza
precedente per confrontare le caratteristiche del dolore attuale. | |
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-Altri
elementi anamnestici: sono importanti sesso ed età del paziente: l'assenza di
fattori di rischio coronarico non è una garanzia e non deve fuorviare dalla
diagnosi di infarto. |
Nota.
In almeno il 15-20% dei casi l'infarto avviene senza dolore (specie nei pazienti
diabetici ed anziani); in tale circostanza l'infarto può essere del tutto
asintomatico o manifestarsi con i segni dello scompenso ventricolare sinistro,
oppure con aritmia, sincope, improvviso calo pressorio, astenia o sudorazione
improvvisa.
Esame obiettivo.
Il paziente è spesso pallido, sudato, agitato, angosciato. La frequenza cardiaca
e la pressione arteriosa possono variare ampiamente.
Laboratorio. Abbiamo a disposizione tre gruppi di test:
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1)
ECG: è il più precoce e specifico, tuttavia presenta possibili falsi negativi
e positivi. Un ECG del tutto normale esclude quasi con certezza la diagnosi di
infarto miocardico acuto (IMA); i falsi negativi sono infatti circa l'1%. Nel
60% dei casi l'ECG evidenzia un sovraslivellamento del tratto ST o la comparsa
di onde Q in più derivazioni. Un altro 25% dimostra manifestazioni ECGrafiche
di ischemia, non presenti in precedenza. Nel restante 14% dei casi l'ECG
evidenzia solamente la presenza di ischemia o necrosi pregressa, oppure varie
alterazioni non specifiche. | |
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2)
Dosaggio degli enzimi cardiaci (fig.02x),
l'aumento delle CPK e dell'isoenzima cardiaco CK-MB si ha dopo 4-6 ore
dall'evento ischemico; possiamo pertanto considerare tale esame una conferma
diagnostica, ma è del tutto inutile nell'ottica di una ospedalizzazione
immediata del paziente (il 50% della mortalità in fase acuta si ha nelle prime
2 ore in pazienti non ancora ospedalizzati) e di un "salvataggio del
miocardio ischemico" permesso oggi dalla trombolisi (risultati buoni solo
in fase acutissima, limite massimo di tempo 2a-3a ora). | |
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3)
Indici non specifici di infiammazione e necrosi tissutale: la presenza di
leucocitosi neutrofila e di aumento della VES è totalmente priva di specificità
e di precocità. |
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