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FISIOLOGIA
CARDIACO
NON CARDIACO

Caratteristiche del dolore toracico

Didatticamente è utile considerare le varie cause capaci di provocare un dolore toracico, suddividendole come segue:

dolore della parete toracica:

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-colonna vertebrale (spondilartrosi, discopatia, neoplasie ecc.)

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-articolazioni costocondrali e condrosternali (artrite, traumi, s. di Tietze ecc.)

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-s. dello scaleno anteriore

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-muscoli pettorali, intercostali (contratture, crampi ecc.)

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-cute (herpes zoster);

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dolore cardiaco:

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-ischemia (angina, infarto)

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-pericardite

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-prolasso della mitrale

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-cardiopatia ipertrofica ostruttiva;

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dolori viscerali non cardiaci:

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-aorta (aneurisma dissecante)

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-arteria polmonare (embolia polmonare, ipertensione)

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-polmoni (pleurite, pneumotorace, embolia polmonare, tracheite)

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-mediastino (enfisema, mediastinite, adenopatia)

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-esofago (esofagite, ulcera, spasmo, rottura, neoplasie);

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dolori irradiati dall'addome:

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-stomaco (distensione, ernia iatale)

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-vie biliari

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-pancreas (neoplasia, pancreatite)

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-colon (distensione gassosa);

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stati ansiosi:

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-tensione muscolare emotiva

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-iperventilazione;

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simulazione.

Orientarsi in una diagnosi differenziale fra tante diverse patologie può sembrare difficile, ma un corretto approccio al paziente che lamenta un dolore toracico porta alla diagnosi esatta in un alto numero di casi. Riteniamo utile proporre, anche per comodità mnemonica, uno schema (o una "griglia") comune per tutte le condizioni elencate, che applicheremo esaminando singolarmente le principali cause di dolore toracico. L'anamnesi, con la possibile eccezione del malato di emergenza, è un momento estremamente importante, per vari motivi; 1) un'accurata indagine anamnestica è, di per sé, molto orientativa; 2) può essere raccolta anche in assenza di altri strumenti diagnostici; 3) spesso il paziente si reca dal medico quando il sintomo è già regredito e l'obiettività clinica o strumentale ormai muta.  Per non dimenticare nulla, possiamo fare riferimento all'elenco di domande da rivolgere al paziente riportato di seguito:

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1) localizzazione del dolore

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2) irradiazione

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3) qualità

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4) cause scatenanti

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5) cause aggravanti

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6) durata

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7) manovre allevianti

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8) farmaci allevianti

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9) sintomi di accompagnamento

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10) decorso nel tempo dello stesso sintomo

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11) altri elementi anamnestici.

L'esame obiettivo in caso di dolore toracico è poco significativo se il dolore è di origine cardiaca, ma molto utile per accertare o escludere altre ipotesi diagnostiche. La ricerca di punti dolorosi toracici e l'evocazione del dolore stesso con la pressione è di estrema importanza, così come la percussione degli emitoraci, la comparizione del fremito vocale tattile, l'auscultazione del torace o del cuore per la ricerca di toni aggiunti, soffi di nuova insorgenza e stregamenti. Da non trascurare mai è la palpazione dei polsi arteriosi e dell'addome. Le indagini di laboratorio e strumentali, come l'esame obiettivo, possono essere diagnostiche, di aiuto o del tutto mute, senza dimenticare la possibilità di falsi negativi e falsi positivi.  Di notevole valore diagnostico sono l'ECG (vedi oltre) e la radiografia del torace (polmonite, versamenti pleurici, pneumotorace, aneurisma aortico, neoplasia, fratture ossee, metastasi ecc.); l'RX del torace ha inoltre un discreto valore prognostico (stasi polmonare in caso di infarto miocardico).  Poco utili gli esami di laboratorio, sia perché mancano di precocità (CPK), sia perché del tutto aspecifici (leucocitosi); fa eccezione il dosaggio dell'amilasemia (con i limiti di specificità e sensibilità ben noti).  Vi è poi un gruppo di indagini che potremo definire di secondo livello, sia perché richiedono attrezzature non presenti in ogni presidio ambulatoriale od ospedaliero, sia perché necessariamente differite nel tempo.  A questo gruppo appartengono l'ECG da sforzo, il monitoraggio ECG secondo Holter, la scintigrafia miocardica, la coronarografia, la scintigrafia polmonare, l'aortografia.  

Questa pagina è stata aggiornata in data : 22/02/2011

 

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