VIE INFUSIVE

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Vie di somministrazione di farmaci e fluidi

 

Dopo avere iniziato le manovre di R.C.P. si deve al più presto, ma senza interrompere le manovre, instaurare una via venosa per espandere il volume di sangue circolante e disporre di una via di accesso per la somministrazione dei farmaci ed eseguire esami diagnostici.

La prima scelta va riservata ad una via venosa periferica: 

bullet

una vena degli arti, utilizzando il vaso accessibile di più grosso calibro (è preferibile una vena del braccio); 

bullet

se le vene periferiche degli arti non sono palpabili si può ricorrere alla giugulare esterna che rappresenta una valida alternativa: se si comprime con le dita sopra la clavicola la vena diviene turgida ed è più facile da incannulare.

Le scelte successive sono per la vena femorale o l'isolamento chirurgico rapido di una vena degli arti.

La via intrapolmonare può essere utilizzata in emergenza qualora non sia prontamente disponibile una via venosa; possono essere somministrati per questa via l'adrenalina, l'atropina, la lidocaina ed altri farmaci non lesivi per i tessuti polmonari. Il bicarbonato non deve essere somministrato per tale via.

L'assorbimento a livello alveolare è rapido e l'effetto terapeutico si manifesta in tempi sovrapponibili a quelli della somministrazione endovenosa.

I farmaci vengono somministrati attraverso il tubo tracheale negli stessi dosaggi della via venosa.

La via intracardiaca può essere prospettata solo nei casi in cui una vena periferica non sia accessibile e la via endo-tracheale non sia ancora stabilita: è comunque da evitare perché può provocare pneumotorace, lesione di una arteria coronaria, aritmie ed interruzione prolungata del massaggio cardiaco esterno.

La via intramuscolare non ha indicazioni nella medicina d'urgenza e la via venosa centrale non è indicata perché aumenta il rischio di provocare pneumotorace e richiede la sospensione della ventilazione e del massaggio cardiaco in una fase in cui hanno priorità assoluta.

Per la determinazione dei parametri emogasanalitici è necessario un prelievo arterioso (nelle sedi e secondo la tecnica nota), ma ricordiamo che questa manovra non ha priorità assoluta prima del ripristino della circolazione e non deve pertanto interferire con misure terapeutiche più essenziali. Diviene necessaria successivamente per indirizzare il trattamento terapeutico.  

 

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