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pervie
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ostruite |
Il
rischio da evitare è quello di vedere peggiorare il paziente e non essere in
grado di intervenire o, peggio, avere abbandonato il paziente (su una ambulanza
che lo trasporta o mentre si eseguono accertamenti diagnostici) a persone non in
grado di soccorrerlo adeguatamente.
Incombe il rischio di una improvvisa comparsa di ostruzione delle vie aeree principalmente in questi casi:
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trauma cranico | |
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trauma toracico | |
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ictus cerebrale | |
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intossicazione da farmaci | |
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comi metabolici (diabetico, epatico ecc.) | |
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convulsioni | |
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shock | |
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insufficienza respiratoria grave |
Le
vie aeree sono ostruite:
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parzialmente (è il caso più frequente):
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da
solidi con rumori di "russamento"; | |
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da liquidi con rumori di "gorgoglio" |
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totalmente (più raramente):
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con
silenzio, assenza di rumori. |
L'ipofaringe è la sede più frequente di ostruzione ed è legata alla caduta della lingua:
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l'iperestensione del capo è la prima e fondamentale manovra da attuare,
accompagnata dalla sublussazione in avanti della mandibola e dall'apertura della
bocca. |
La
sola estensione del capo può non essere sufficiente sia per una concomitante
ostruzione nasale (circa nel 30% dei casi) sia perché occorre ispezionare la
bocca alla ricerca di corpi estranei (innanzitutto protesi) da allontanare.
Questa è indicata come "triplice manovra di pervietà delle vie
aeree" .
Ricordiamo
che la caduta della lingua è possibile in qualunque posizione del paziente.
Altra
causa di ostruzione è rappresentata dalla presenza di sangue o vomito; inoltre
qualunque corpo estraneo può stimolare le vie aeree producendo laringo-spasmo,
broncospasmo, edema mucoso e polmonite ab ingestis; l'effetto finale è una
ipossiemia i cui segni clinici indicativi sono: agitazione, cianosi, tachicardia
e sudorazione.
Per
il controllo delle vie aeree dobbiamo porre il paziente supino (posizione
sostenuta allineata), mai paziente prono! Il viso infatti in tale posizione non
è accessibile, si riduce la compliance toracica ed è possibile una ostruzione
meccanica delle vie aeree; controllare se esiste stato di incoscienza,
iperestendere il capo sollevando il collo con una mano sulla fronte e l'altra
sotto il collo, quindi aprire la bocca tirando verso l'alto il mento.
Se non si ottiene una apertura ottimale (20% dei pazienti), occorre procedere alla triplice manovra di pervietà: essa si esegue:
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ponendosi dietro il capo della vittima | |
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mettendo le dita (tranne il pollice) di entrambe le mani sotto la corrispondente branca ascendente della mandibola, il più vicino possibile alla articolazione temporo-mandibolare | |
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sollevando la mandibola in alto | |
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controllando che il capo resti esteso | |
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aprendo la bocca con le prime dita. |
Per
l'intubazione faringea particolarmente utile è la cannula di "Guedel"
che permette di mantenere discosta la lingua dalla parete del faringe anche in
assenza di iperestensione del capo e consente l'aspirazione oro-faringea con
minimo traumatismo.
Unico
rischio della sua applicazione è di produrre vomito e polmonite da aspirazione
in pazienti in coma superficiale: si deve quindi recedere da ogni tentativo di
introduzione se il paziente mostra di non tollerarla.
Si introduce con il lato concavo della cannula rivolto verso il labbro superiore con la bocca aperta e successivamente va ruotata di 180 gradi e spinta fino in fondo
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