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Tecniche di sostegno delle funzioni vitali

 

Prima di considerare le tecniche vere e proprie è bene valutare anche quando si deve iniziare o meno la R.C.P., decisione non sempre facile, poiché il medico in urgenza si trova di fronte, in numerose occasioni, ad un paziente in apnea, senza polso, del quale non si conosce nulla, in brevissimo tempo si deve prendere una decisione di importanza cruciale.

Molti fattori, per di più, influenzano il medico nel prendere la decisione di iniziare la terapia come:

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 l'istinto a curare 

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le aspettative della famiglia e degli astanti

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del personale

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 la paura di trascurare un intervento che potrebbe avere esito positivo

 controbilanciati da altri fattori che indurrebbero a non iniziare le tecniche:

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 il fatto che solo una piccola percentuale risponderà positivamente alle cure intraprese

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la eventualità della ripresa di funzione cardiaca e respiratoria in pazienti con danno cerebrale irreversibile

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pazienti in fase terminale

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rispetto per il diritto alla morte con dignità

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spese per la società e la famiglia nell'iniziare un iter di terapia intensiva.

Viste queste considerazioni conflittuali, la decisione da suggerire è quella di procedere per eccesso nell'iniziare le tecniche, in assenza di controindicazioni mediche evidenti (rigor mortis, cianosi diffusa con chiazze ipostatiche, fase terminale di malattia incurabile, tempo trascorso dall'evento di arresto cardio-respiratorio), e di valutare mentre si procede, con i dati nuovi raccolti nel frattempo dai testimoni, dai soccorritori o dai familiari, se continuare la rianimazione.

Se un paziente non risponde questo si noterà abbastanza presto: solo pochi pazienti con danno cerebrale permanente sopravvivono a lungo dopo R.C.P. inopportunamente iniziata; d'altra parte il consiglio di procedere per eccesso deriva dalla considerazione che in assenza delle tecniche di sostegno delle funzioni vitali la morte è certa.

Il momento diagnostico riveste ovviamente, anche in questo campo, un'importanza rilevante ma per la rianimazione cardio-polmonare non prioritario, in quanto la drammaticità dell'evento richiede comunque prima di tutto il sostegno e ripristino delle funzioni vitali compromesse, pena la irreversibilità del processo, riservando ad una fase contemporanea o immediatamente successiva la definizione diagnostica.

  È d'altra parte indispensabile un approccio diagnostico per essere certi della necessità di dovere iniziare le tecniche di terapia intensiva e quali di queste ed in che successione; questo punto, all'apparenza banale, è il primo cardine dell'intervento.

Questo momento decisionale deve essere molto rapido e si dovrà procedere quando il paziente presenta:

- repentina perdita di coscienza;

- apnea o gasping respiratorio;

- assenza del polso carotideo.

Si è soliti suddividere la R.C.P. in due momenti o parti:

-il sostegno di base delle funzioni vitali (B.L.S.);

-il sostegno avanzato delle funzioni vitali (A.L.S.).

Pur essendo due aspetti di uno stesso processo si differenziano per le diverse tecniche di esecuzione, ma la consequenzialità deve essere rispettata, se non altro perché l'evento acuto, emergente, urgente si verifica nelle varie condizioni di vita quotidiane: a casa, per strada, in ufficio, allo stadio e solo raramente in un letto di ospedale o in un ambulatorio medico; è quindi necessario, per l'irrinunciabile criterio di tempestività, mettere in atto quelle tecniche semplici che costituiscono l'ABC dell'intervento rianimatorio.

A. 

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Apertura delle vie aeree

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Iperestensione della testa

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Disostruzione delle vie aeree

B. Bocca a bocca, respirazione

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Assistenza respiratoria

C. Circolazione, assistenza

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Percussione del torace

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Massaggio cardiaco esterno

Le tecniche di sostegno di base delle funzioni vitali non richiedono particolari attrezzature e possono essere intraprese da chiunque conosca le nozioni fondamentali di respirazione bocca a bocca e di massaggio cardiaco, di cui parleremo.

Il decubito del paziente è già un primo aspetto del problema, spesso trascurato, ma da tenere ben presente; infatti un paziente incosciente deve essere posto in posizione supina e per iniziare la rianimazione bisogna adottare la posizione sostenuta allineata .

La posizione laterale fissa è indicata per i pazienti in coma con respiro spontaneo conservato, mentre la posizione inclinata (Trendelenburg) serve per favorire il drenaggio dal cavo orale di materiale estraneo liquido.

Ovviamente non dobbiamo dimenticare che queste posizioni sono quelle che seguono ad un primissimo soccorso, delicato ed importante, di estrazione o spostamento della vittima con le raccomandazioni valide a seconda del tipo di evento: traumatico con molta attenzione alla posizione del rachide, senza brusche manovre che potrebbero scomporre fratture o provocare lesioni viscerali o delle parti molli; o patologie mediche con le posizioni, ortopnoica per pazienti con scompenso cardiaco o insufficienza respiratoria, posizione antishock per pazienti collassati o con episodio sincopale.

L'obiettivo da raggiungere, adeguando il proprio intervento, è quello di:

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 permettere una corretta esecuzione delle tecniche di sostegno delle funzioni vitali

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liberando le vie aeree, mantenendone la pervietà 

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ponendo la vittima su di un piano rigido che permetta le manovre di rianimazione cardiaca e prepari il paziente per un trasporto assistito e medicalizzato.

 

   

 

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