FISIOPATOLOGIA

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Fisiopatologia

 

La premessa fisiologica dell'importanza da attribuire alle tecniche deriva da alcune semplici considerazioni che devono essere note perché fondamentali: 

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l'organismo sopravvive se viene mantenuta la ossigenazione, la circolazione e la integrità del suo ambiente cellulare.

Questi sono quindi i momenti che dobbiamo tenere presenti nella trattazione per la comprensione delle singole situazioni patologiche. La respirazione si compone di diverse fasi che devono svolgersi regolarmente per una buona ossigenazione del sangue: 

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la ventilazione

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la perfusione polmonare

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il relativo rapporto tra ventilazione e perfusione

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la diffusione dei gas ed il trasporto nel sangue

sono tutte tappe dello stesso processo e rivestono ognuna una importanza cruciale per la normale fisiologia respiratoria, che, unita all'attività cardio-circolatoria, rappresenta l'omeostasi delle funzioni vitali.

Anche la anormalità della meccanica respiratoria e la presenza di shunt patologici possono quindi alterare la respirazione e devono essere conosciuti per una adeguata correzione; ricordiamo inoltre che un momento importante nella respirazione è rappresentato dai rapporti tra ossigeno ed emoglobina per il fissaggio-trasporto del gas e la sua cessione ai tessuti; a questo proposito è bene ricordare che diverse situazioni possono intervenire a modificare la curva di dissociazione dell'ossigeno dall'emoglobina come le variazioni del pH e della temperatura.

Per evitare che si creino delle situazioni irreparabili di ipossia dobbiamo richiamarci ad alcune premesse terapeutiche con l'obbiettivo di aumentare la percentuale di ossigeno nell'aria inspirata.

Per somministrare l'ossigeno in concentrazioni variabili abbiamo diverse possibilità: dal 21% contenuto nell'aria ambiente fino al 100% con opportuni erogatori e bombole.

Dovremo guidare la somministrazione di O2 a seconda delle necessità e della patologia in causa, ricordando che in molte situazioni la somministrazione di O2 al 100% è opportuna, in altre può divenire pericolosa; anche se vale il principio che in urgenza una somministrazione di ossigeno al 100% può avvenire per le prime ore senza danni, dobbiamo considerare che nei pazienti con ipercapnia cronica è necessario fare molta attenzione per non annullare lo stimolo ipossico che in tali situazioni mantiene la respirazione.

L'ossigeno deve essere considerato alla stregua di qualunque altro farmaco, deve essere somministrato a dosaggi ben stabiliti per la durata necessaria e con un opportuno monitoraggio che permetta di incrementare o ridurre i dosaggi a seconda del riscontro emogasanalitico.

Molto importanti infatti sono i controlli della gasanalisi per monitorare la terapia con ossigeno (vedi i valori normali di riferimento).

Un altro strumento di grande utilità, per eseguire una corretta e controllata ossigenoterapia, è la maschera di Venturi, che con un semplice dispositivo a valvola permette di regolare con precisione la FiO2 da utilizzare per ogni paziente, con percentuali di O2 variabili dal 24 al 50% (vedi fig.02x).

Un obiettivo, a tale riguardo, clinicamente valido, è quello di mantenere la PaO2 al di sopra di 60 mmHg, limite superiore della porzione ripida della curva di dissociazione dell'ossigeno per prevenire la ipossia cellulare (vedi fig.01x, relativa alla curva di dissociazione dell'ossigeno e tab.04x sulle cause di insufficienza respiratoria).

L'altro momento fondamentale nel mantenimento delle funzioni vitali è rappresentato dall'attività cardiaca che deve garantire la perfusione dei tessuti con sangue ossigenato mediante una adeguata gettata cardiaca che si adatti anche alle diverse richieste metaboliche dell'organismo: 

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gettata cardiaca = frequenza X gettata sistolica.

La frequenza cardiaca è controllata da fattori intrinseci 

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(tessuto di conduzione, nodo seno-atriale), 

fattori estrinseci nervosi 

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(sistema nervoso autonomo) 

ed ormonali 

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(catecolamine, ormoni tiroidei).  

 

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