Appena è stata effettuata l'intubazione
bisogna controllare che il tubo sia stato posizionato correttamente in
trachea e non in esofago o in un bronco. Tale evenienza non rappresenta un
problema se viene diagnosticato in tempo. Anche coloro i quali hanno una lunga
esperienza possono intubare occasionalmente l'esofago o un bronco.
Uno dei modi più immediati per essere sicuri della posizione giusta è di
controllare de visu il tubo adagiato tra le corde vocali, dopo che si è gonfiata
la cuffia.
Per avere la certezza dell'esatta posizione è opportuno effettuare i seguenti
tests, tutti o in parte a seconda delle situazioni.
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Bisogna auscoltare su entrambi i lati
del torace alla ricerca di rumori respiratori. Un tubo spinto troppo in
profondità starà in un bronco e bloccherà l'altro. In questo caso si sente il
murmure vescicolare solo dall'emitorace con bronco intubato.
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Bisogna ascoltare, con il
fonendoscopio sull'addome, all'altezza dello stomaco eventuali gorgoglii,
mentre si ventila con il pallone. Ciò serve ad escludere un' intubazione
esofagea.
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Si osserva il torace che deve
sollevarsi ad ogni atto respiratorio, simmetricamente.
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Si ricerca il vapore aqueo
espiratorio, condensatosi sulla parete interna del tubo con ogni atto
respiratorio. Questo indica un posizionamento tracheale corretto. Tale test
non è praticabile con i tubi di gomma rossa che non sono trasparenti.
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Se il paziente respira
spontaneamente, ponendo la mano sul tubo (non connesso al circuito
respiratorio), si può avvertire il fluire dell'aria espiratoria; oppure
avvicinando dei filacci di cotone idrofilo, alla porzione prossimale del tubo,
si potrà osservare il loro va e vieni ad ogni atto respiratorio.
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Se il paziente è cosciente perchè
intubato in anestesia locale o dopo sedazione e con la cuffia gonfia, egli non
dovrà poter riuscire a parlare.
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Avendo a disposizione un apparecchio
per misurare la CO2, è sufficiente collegarlo e metterlo in funzione: nel
tracciato capnografico non ci sarà presenza di CO2 se è stato intubato
l'esofago.
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| COLORE |
ETCO2 |
| 0.03%-0.5% |
< 4 mmHg |
| 0.5% - 2% |
15 - 38 mmHg |
| 2% - 5% |
15 - 38 mmHg |
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Easy cap
L'Easy Cap e' un dispositivo monouso che
fornisce una misurazione semiquantitativa della CO2 su scala colorimetrica. Si
adatta ai raccordi dei tubi endotracheali, e viene attraversato dal flusso
ventilatorio del paziente. Un indicatore reagisce con la CO2 variando il proprio
colore in fase espiratoria; il colore che appare nella parte centrale del
dispositivo viene comparato a una scala colorimetrica di riferimento presente
intorno alla camera di lettura e composta da tre settori:
Tutte le volte che, dopo l'intubazione,
viene cambiata la postura del paziente (laterale, prona, ginecologica) per
esigenze chirurgiche o per indagini diagnostiche, è indispensabile verificare il
corretto posizionamento, mediante l'auscultazione del torace. Questa abitudine
mette al riparo da dislocamenti misconosciuti, procurati dallo spostamento del
paziente o da trazioni sul tubo. Un ritardo nel riconoscimento di un tubo
sospinto in un bronco o sfilato in bocca può procurare seri danni al paziente
con risvolti medico-legali.
Cuffia sulle corde vocali
A volte dopo aver gonfiato la cuffia si
può avvertire una persistente perdita. Ci sono alcune possibilità da esaminare. E' possibile che la cuffia sia forata o che lo sia il tubicino di collegamento o
il palloncino spia. In questi casi il palloncino-spia è morbido o si sgonfia
quando lo si preme. Un'altra possibilità è che la cuffia sia stata sistemata
proprio sulle corde vocali o subito a ridosso di esse. Ripetendo la manovra ed
aggiungendo altra aria, in tale situazione, si può procurare dei danni. Col tubo
in questa posizione si può ventilare il paziente perchè comunque la punta del
tubo è in trachea anche se in presenza di perdite.
Si deve avere il dubbio che la cuffia sia sistemata sulle corde se il
palloncino-spia rimene teso dopo compressione ed il tubo è superficiale. La
diagnosi si fa rimettendo il laringoscopio per differenziare le due due
possibilità.
Intubazione dell'esofago
Il gorgoglio a livello dello stomaco e
l'assenza di murmure vescicolare sul torace indicano che il tubo in esofago. Con
calma si rimuova il tubo, tenendo l'aspiratore a portata di mano ed in funzione.
La rimozione del tubo dall'esofago può stimolare sia un rigurgito che il vomito.
Avendo a disposizione un collaboratore, gli si chiede di premere sulla cricoide,
dopo la rimozione del tubo. Il rischio di rigurgito è più alto per l'aumentato
volume di aria nello stomaco. Anche l'introduzione del tubo nello esofago, per
riflesso, può aprire gli sfinteri o diminuirne il tono.
E' buona norma mantenere
la pressione sulla cricoide fino a che non si sia rintubato il paziente. La
pressione schiaccia e chiude l'esofago.
Sfilato il tubo dall'esofago, si ricomincia, quindi, a ventilare il paziente con
la maschera finché si è certi che sia adeguatamente ossigenato: si controlla il
colororito delle labbra, le congiuntive ed il letto ungueale che devono essere
rosa. Si riesegue poi l'intubazione di nuovo. In linea generale la diagnosi è semplice e non ci sono dubbi se il tubo sia in
trachea o in esofago. Sfortunatamente, però, ci sono rari casi in cui ciò non è
vero.
Infatti si possono presentare delle situazioni in cui si avvertono comunque dei
rumori respiratori sul torace anche con una intubazione esofagea. Questi suoni
sono, ad ogni modo, estremamente deboli e smorzati: lo stomaco può trasmettere
ai polmoni, per contiguità, i rumori dell'insufflazione. Il torace si solleva
debolmente e manca la condensa del vapore acqueo nel tubo ad ogni atto
respiratorio. Inoltre può essere difficile tenere il pallone riempito di
ossigeno che troppo facilmente va nello stomaco.L'assenza di gorgoglii sullo stomaco non sono un indice certo che l'intubazione
è andata a buon fine. Quando la cuffia effettivamente riesce a sigillare
l'esofago e non ci sono gorgoglii sullo stomaco libero di secrezioni, il pallone
può dare la falsa sensazione che si stia ventilando i polmoni.
A volte pazienti con broncospasmo danno la sensazione di un'intubazione esofagea
perchè il murmure vescicolare è estremamente debole e l'escursione del torace è
ridotta. Questa particolare situazione può rendere il riconoscimento dell'in
tubazione esofagea molto difficile. di fronte a dubbi sul corretto
posizionamento del tubo non bisogna esitare a verificare direttamente con il
laringoscopio.
I bambini hanno un murmure vescicolare molto evidente, facilmente udibile e
trasmissibile agli organi limitrofi. Quindi se si avvertono dei suoni
respiratori deboli nel bambino intubato si deve subito pensare all'intubazione
esofagea.
Avendo a disposizione un apparecchio per misurare la CO2 si possono
diagnosticare tutte le intubazioni esofagee: la presenza di CO2 nell' espirato
può significare solo intubazione tracheale. Avere a disposizione questo
apparecchio e non saperlo usare vuol dire togliere sicurezza all'intubazione
Intubazione di un bronco
Si ha quando il tubo endotracheale
viene sospinto troppo distalmente fino ad entrare in un bronco, ventilando un
solo polmone ed escludendo l'altro. Di solito il tubo avanza nel bronco destro poichè questo è dritto. Un murmure vescicolare forte su un lato del torace può
significare l'intubazione del bronco. Per ovviare a questo inconveniente è
opportuno tirare lentamente indietro il tubo fino a che non si avverte, con il
fonendoscopio, il murmure vescicolare su entrambi i lati del torace. Si fissa il
tubo adeguatamente per evitare che riesca dalla trachea.
Una precauzione particolare va presa prima di riposizionare il tubo: si
rileggere il marcatore sulla parete del tubo per ricontrollare che questo sia
stato spinto ad un livello adeguato per quel paziente. Cioè se a livello dei
denti risulta 21 cm per una donna e 22 cm per un uomo; per un bambino questo
valore si determina aggiungendo 12 alla metà dell'età in anni. Se è certi che il
tubo è stato inserito correttamente, bisogna chiedersi ove mai esistessero altre
ragioni che potrebbero modificare la qualità e l'intensità del murmure
vescicolare. Pneumotorace, pneumonectomia o liquido pleurico possono essere la
causa di questa evenienza. Se non esistono motivi organici che generano un
murmure vescicolare diverso da un torace all'altro si sfila il tubo finchè il
suono non diventa uguale. Se il murmure vescicolare rimane disuguale bisogna
cercare altre cause; si ricontrolla il decorso del tubo con il laringoscopio per
assicurarsi che la cuffia sia oltre le corde vocali e si eseguono radiografie
alla ricerca di altre ragioni per la diversità.